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Somalia, lo stallo costituzionale dopo il rinvio del voto presidenziale

«Il 15 maggio 2026 segnava la fine ufficiale del mandato del presidente Hassan Sheikh Mohamud, eppure nessuna data elettorale era stata fissata»: così si apre l’episodio del podcast Africa Aware, prodotto dal programma Africa di Chatham House, dedicato allo stallo politico somalo. Al posto delle elezioni, il presidente ha firmato un ultimo pacchetto di modifiche costituzionali approvate a maggioranza dal Parlamento federale, sostenendo che tale atto estenda il proprio mandato di un anno, fino al 15 maggio 2027.

L’opposizione alle modifiche non si è tuttavia dissolta. Secondo quanto emerge dalla discussione tra il professor Afyare Abdi Elmi e Aweis Ahmed, la Somalia si trova ora in un impasse politico che rischia di aggravare la frammentazione già presente nel sistema federale del paese.

I due ospiti dell’episodio, pubblicato dal programma Africa di Chatham House, ripercorrono gli scenari possibili per uscire dalla situazione di stallo e individuano alcune vie per giungere a una transizione politica pacifica. Il nodo centrale riguarda la legittimità delle procedure con cui il Parlamento federale ha approvato gli emendamenti costituzionali, contestata da una parte delle forze politiche somale.

L’episodio si inserisce nella serie Africa Aware, che raccoglie il contributo di esperti internazionali su temi politici, economici e sociali che riguardano i paesi africani e le loro relazioni internazionali. Il formato podcast privilegia la voce diretta degli analisti rispetto alla sintesi scritta, e in questo caso l’obiettivo dichiarato è offrire strumenti di lettura per comprendere le prossime mosse di Mogadiscio.

Restano aperte, secondo la discussione, le domande sulle modalità con cui la comunità politica somala potrà ricomporre il conflitto istituzionale generato dal prolungamento del mandato presidenziale. Non vengono fornite indicazioni su una data alternativa per le elezioni né su un’eventuale mediazione internazionale, mentre il rischio segnalato è quello di un ulteriore indebolimento della coesione tra governo federale ed entità regionali somale.

Il commento di GrNet.it

Un mandato presidenziale prorogato per via parlamentare, senza election day fissato, richiama casi già visti nel continente africano dove la sequenza costituzione-elezioni viene invertita per necessità di potere piuttosto che di diritto. La fragilità dello Stato somalo, storicamente costruito su un equilibrio federale precario tra Mogadiscio e le entità regionali, rende questo tipo di forzatura particolarmente rischiosa: non si tratta solo di una disputa di calendario, ma di un possibile detonatore per nuove fratture tra clan e amministrazioni locali già diffidenti verso il governo centrale. Per l’Italia, che mantiene un impegno storico nella cooperazione con Mogadiscio e un interesse diretto alla stabilità del Corno d’Africa anche in funzione della sicurezza marittima nel Golfo di Aden, lo sviluppo di questa crisi politica merita un monitoraggio attento, senza però che l’analisi consenta ancora previsioni sull’esito.


Fonte: Chatham House · Pubblicato il 12 giugno 2026

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