Guardia di Finanza

Sequestrati 370 camini a bioetanolo con marcatura Ce falsa al porto di Civitavecchia

La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane denunciano il rappresentante legale della società importatrice per vendita di prodotti con segni mendaci

Civitavecchia, 9 luglio 2026 – La Guardia di Finanza di Roma e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) hanno sequestrato 370 camini a bioetanolo di provenienza cinese al porto di Civitavecchia. Il rappresentante legale della società importatrice è stato denunciato per vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

L’operazione è nata dal monitoraggio delle merci in arrivo nello scalo portuale. L’analisi documentale delle spedizioni marittime ha permesso di individuare un container per una specifica ispezione doganale. Gli accertamenti del Gruppo della Guardia di Finanza di Civitavecchia e del personale dell’Ufficio Adm hanno rivelato che la marcatura «CE» era stata apposta sui prodotti in modo ingannevole, attestando requisiti di conformità e sicurezza difformi da quelli reali.

La violazione riguarda l’articolo 30, comma 5, del Regolamento Ce n. 765/2008, che vieta di apporre sui prodotti segni, iscrizioni o marcature che possano indurre in errore circa il significato o il simbolo grafico della marcatura «CE». Per i dispositivi di riscaldamento domestico, questa marcatura rappresenta la garanzia fondamentale di conformità agli standard europei di salute, protezione e prevenzione dei rischi.

Nel caso specifico dei camini alimentati a bioetanolo – combustibile ad alta infiammabilità – l’assenza di idonei test certificati potrebbe esporre l’utilizzatore a concreti pericoli strutturali: rischio di incendi, difettoso contenimento delle fiamme, carenze nella tenuta dei serbatoi e potenziale rilascio di emissioni nocive negli ambienti confinati.

L’intera spedizione è stata sottoposta a sequestro penale su conforme orientamento dell’Autorità Giudiziaria. Il rappresentante della società è stato segnalato per l’ipotesi di reato di cui all’articolo 517 del codice penale, fattispecie che configura anche la responsabilità amministrativa dell’ente ai sensi del Decreto Legislativo n. 231/2001.

L’intervento rientra nel dispositivo di vigilanza doganale svolto dalla Guardia di Finanza in sinergia con l’Adm, al fine di tutelare la sicurezza dei consumatori e il regolare funzionamento del mercato.

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