Evade dall’ospedale di Bolzano, il sindacato denuncia i rischi dei ricoveri esterni

Un detenuto kosovaro è fuggito nella notte da una struttura sanitaria. Il Sappe critica il sistema di trasferimenti e chiede il rafforzamento della sicurezza
Roma, 24 giugno 2026 – Un detenuto di nazionalità kosovara è evaso nella notte dall’ospedale di Bolzano, dove era stato ricoverato dopo aver dichiarato di aver ingerito detersivo. L’uomo si è allontanato intorno alle tre del mattino, facendo perdere le proprie tracce.
Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) denuncia l’accaduto come emblematico dei rischi legati ai ricoveri in strutture sanitarie esterne al carcere. Secondo il segretario generale Donato Capece e il segretario nazionale per il Triveneto Giovanni Vona, «tutto lascia pensare ad una simulazione di malessere finalizzata ad ottenere il trasferimento fuori dal carcere».
Il sindacato sottolinea come l’episodio riproponga il tema delle difficoltà operative della Polizia Penitenziaria negli istituti italiani. Il ricorso sistematico a visite mediche e ricoveri presso ospedali esterni comporta un massiccio impiego di personale di scorta, sottratto ai servizi ordinari degli istituti già alle prese con organici insufficienti e carichi di lavoro insostenibili.
Per il Sappe la vicenda conferma la necessità di una profonda riflessione sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria ai detenuti. Il sindacato ribadisce che «è stato un errore abolire la sanità penitenziaria e delegare integralmente la gestione sanitaria alle Aziende Sanitarie Locali», e chiede soluzioni che garantiscano contemporaneamente il diritto alla salute dei detenuti e adeguati livelli di sicurezza.
Capece e Vona tornano inoltre a sollecitare l’espulsione dei detenuti stranieri dalle carceri italiane. Richiamano l’approvazione, da parte del Parlamento europeo il 17 giugno a Strasburgo, del nuovo regolamento europeo sui rimpatri dei cittadini di Paesi terzi privi del diritto di soggiorno nell’Unione Europea. Il nuovo quadro normativo introduce strumenti più incisivi per rendere effettive le espulsioni e prevede che il periodo massimo di trattenimento possa arrivare fino a 24 mesi, con ulteriori proroghe in presenza di circostanze eccezionali.





