Guardia di Finanza

Alto Garda, scoperto lavoro nero per 127 dipendenti e evasione da 3,4 milioni

La Guardia di Finanza di Trento ha individuato una società che mascherava stipendi sotto false voci di rimborso spese

Riva del Garda, 12 giugno 2026 – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Trento ha scoperto una sistematica evasione fiscale e contributiva in una società dell’Alto Garda operante nel settore della ristrutturazione e manutenzione di macchinari. L’azienda ha impiegato irregolarmente 127 lavoratori dipendenti e omesso il versamento di ritenute fiscali e previdenziali per oltre 1 milione di euro, oltre a commettere violazioni in materia di imposte sui redditi per 1,8 milioni di euro e Iva per 600.000 euro.

Nel febbraio di quest’anno, i finanzieri della Tenenza di Riva del Garda hanno avviato una verifica fiscale nei confronti della società, che intratteneva rapporti economici con numerose aziende del territorio nazionale operanti nella realizzazione di impianti tecnologici, meccanici ed elettrici, nonché nella produzione e fabbricazione di carta. Fin dai primi accertamenti è emerso che la gestione effettiva della società era riconducibile al marito di una donna di origini straniere, la quale rivestiva formalmente la carica di amministratrice unica ma era totalmente ignara degli aspetti economici, contabili e gestionali aziendali.

L’indagine ha rivelato un’articolata condotta di evasione contributiva: quote di normale retribuzione erano mascherate in busta paga sotto le voci esenti di rimborsi spese. Durante i controlli, l’azienda non ha fornito alcuna documentazione a giustificazione di tali rimborsi. Nessuno dei 127 lavoratori sentiti ha riferito di aver sostenuto spese per conto della società, né ha dichiarato di aver redatto i previsti rendiconti mensili.

L’analisi incrociata tra i controlli sul campo e il Libro Unico del Lavoro, per gli anni dal 2021 al 2025, ha confermato che i 127 dipendenti hanno percepito importi maggiorati a titolo di indennità esenti senza versamento delle ritenute obbligatorie, per un totale di oltre 1 milione di euro comprensivo di sanzioni e interessi. Le investigazioni hanno inoltre accertato che la società aveva presentato una dichiarazione con ricavi pari a zero, mentre i finanzieri ne hanno ricostruiti 1,8 milioni di euro, e ha evaso Iva per oltre 600.000 euro. L’operazione è stata condotta anche con la collaborazione dei funzionari ispettivi dell’Inps di Trento.

Video del comunicato

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