Guardia di Finanza

Sequestro da circa 800.000 euro a un presunto esponente della cosca Scalise

Tre terreni con villa e tre imprese: il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Catanzaro

Catanzaro, 30 ottobre 2026. Nei giorni scorsi i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Catanzaro, Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) della Procura. Il provvedimento riguarda tre terreni con annessa villa e tre imprese con l’intero compendio aziendale, per un valore complessivo di circa 800.000 euro. I beni sono riconducibili a un soggetto ritenuto appartenente alla cosca di ‘ndrangheta «Scalise», federata con il clan «Iannazzo» di Sambiase – Lamezia Terme.

Il destinatario del provvedimento rientra nella categoria della «pericolosità sociale qualificata» prevista dal d.lgs. 159/2011, in quanto indiziato di appartenere ad associazioni di cui agli articoli 416-bis e 629 del codice penale, ovvero associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione.

Le indagini economico-patrimoniali, coordinate dalla Dda della Procura di Catanzaro ed eseguite dal Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, hanno evidenziato un’«evidente sproporzione» tra il valore dei beni nella disponibilità del proposto e i redditi dichiarati e l’attività lavorativa svolta. Le Fiamme Gialle hanno inoltre fornito il quadro indiziario sulla base del quale l’Autorità giudiziaria si è pronunciata sulla pericolosità sociale del soggetto.

Lo stesso è stato coinvolto nell’operazione «Reventinum», condotta dalla Dda di Catanzaro, che ha riguardato l’organizzazione criminale operante nel comprensorio dei comuni del Reventino tra il 2001 e il 2019. Per quella vicenda è stato condannato in via definitiva a 7 anni di reclusione per partecipazione ad associazione mafiosa.

I vertici della cosca sono stati condannati anche come responsabili di diversi omicidi, tra cui quello dell’avvocato Francesco Pagliuso, noto penalista.

Il decreto è stato emesso ai sensi dell’articolo 20 del d.lgs. 159/2011, in attesa del contraddittorio che si terrà davanti al Tribunale di Catanzaro, Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione, nel procedimento volto alla verifica dei presupposti per la confisca dei beni. Il procedimento è ancora in corso.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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