Guardia di Finanza

Stabilimento balneare nel Barese: otto lavoratori in nero e undici posizioni irregolari

Sanzioni amministrative per oltre 50.000 euro dopo un controllo della Guardia di Finanza di Monopoli

Monopoli, 29 ottobre 2026. I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Monopoli hanno concluso un intervento ispettivo mirato nei confronti di uno stabilimento balneare, riscontrando numerose violazioni della normativa in materia di lavoro. Sono stati individuati otto lavoratori completamente «in nero» e altre undici posizioni lavorative irregolari, con orari di lavoro effettivamente svolti diversi da quelli contrattualizzati. Al termine dell’attività sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore a 50.000 euro.

Il controllo, avviato la scorsa estate, si inserisce nel quadro delle iniziative ispettive del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari volte a tutelare la legalità economico-finanziaria e a prevenire condotte illecite e forme di evasione contributiva. Particolare attenzione è stata riservata alle attività commerciali maggiormente interessate dall’affluenza di turisti nella stagione estiva e dal conseguente incremento della domanda di manodopera.

In particolare, l’attenzione si è concentrata sul settore turistico-ricettivo e balneare, dove il ricorso a forme di occupazione temporanea può favorire fenomeni di irregolarità in grado di pregiudicare la tutela dei lavoratori e le corrette dinamiche concorrenziali tra gli operatori del comparto.

Nel corso del controllo i finanzieri hanno identificato i lavoratori presenti ed esaminato la relativa documentazione, verificando la corrispondenza tra le posizioni formalmente dichiarate e le effettive modalità di impiego e di retribuzione del personale. Il controllo ha inoltre consentito di accertare violazioni in materia di tracciabilità delle retribuzioni.

Secondo quanto emerso, il titolare dello stabilimento corrispondeva abitualmente gli emolumenti spettanti ai dipendenti mediante denaro contante, in violazione della normativa finalizzata ad assicurare la trasparenza delle transazioni finanziarie e a consentire la verifica delle retribuzioni erogate di fatto ai lavoratori.

L’operazione si inserisce nella costante azione della Guardia di Finanza contro il lavoro sommerso e le connesse violazioni di natura previdenziale e fiscale. Il ricorso a manodopera irregolare, secondo il comunicato, pregiudica il pieno riconoscimento dei diritti economici, previdenziali e assicurativi dei dipendenti e determina indebiti vantaggi competitivi, penalizzando le imprese che operano nel rispetto della legge.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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