Guardia di Finanza

Lavoro nero a Roma: controlli della Finanza in un ristorante e un autolavaggio

Chieste le sospensioni dell’attività per due esercizi commerciali dei Municipi X e XI

Roma, 24 ottobre 2026. I finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno effettuato controlli in due attività commerciali della Capitale, un ristorante nell’XI Municipio e un autolavaggio nel X Municipio, nell’ambito di un piano straordinario di controllo economico del territorio contro l’impiego di manodopera irregolare. Gli interventi sono stati condotti dai militari del 6° Nucleo operativo metropolitano di Ostia.

Nel ristorante i finanzieri hanno identificato 13 lavoratori intenti a prestare la propria opera. I successivi riscontri documentali hanno permesso di accertare che 4 dipendenti erano completamente «in nero», senza la preventiva comunicazione obbligatoria di instaurazione del rapporto di lavoro, il modello Unilav. In due casi, le retribuzioni mensili erano state corrisposte in contanti, in violazione delle norme sulla tracciabilità dei pagamenti.

Nell’autolavaggio, gestito da una ditta individuale, i finanzieri hanno individuato 2 persone stabilmente inserite nell’organizzazione aziendale. Una di esse prestava la propria attività in totale assenza di un regolare contratto di assunzione e senza alcuna comunicazione agli enti competenti.

Le posizioni delle due attività sono state segnalate all’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Il provvedimento scatta tassativamente quando il personale non regolare rilevato all’atto dell’accesso è pari o superiore al 10% del totale dei lavoratori presenti.

Parallelamente, sono state avviate le contestazioni amministrative agli uffici dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) e dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), per il recupero dei contributi previdenziali evasi e dei premi assicurativi non versati, con l’irrogazione delle relative maxi-sanzioni pecuniarie.

Il comunicato sottolinea che il modello Unilav è lo strumento con cui lo Stato monitora la regolarità delle posizioni occupazionali, garantendo l’attivazione automatica delle coperture contro gli infortuni sul lavoro e delle tutele previdenziali e assistenziali.

Secondo le Fiamme Gialle, l’omissione di tali adempimenti e il ricorso al contante per il pagamento degli stipendi espongono i lavoratori a gravi forme di precarietà e azzerano i presidi normativi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il ricorso alla manodopera irregolare, inoltre, consente agli operatori scorretti di abbattere indebitamente i costi di gestione e di praticare una concorrenza sleale a danno delle imprese oneste.

L’attività di controllo rientra nelle funzioni di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, a tutela dei lavoratori, del bilancio degli enti previdenziali e delle regole di mercato.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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