Guardia di Finanza

Confiscati beni per 11,5 milioni a un imprenditore accusato di bancarotte «seriali»

Sequestro del 2019 e provvedimento di primo grado: 71 fabbricati, 13 terreni, quote societarie e conti correnti

Pescara, 23 ottobre 2026. La Guardia di Finanza di Pescara ha confiscato un patrimonio dal valore complessivo di circa 11,5 milioni di euro, appartenente a un imprenditore di origini teramane, ormai deceduto, che lavorava nella zona di Montesilvano nei settori finanziario, edile e immobiliare. Il patrimonio comprende uno stabilimento balneare, 71 fabbricati, 13 terreni, quote societarie e conti correnti.

La confisca è stata disposta in primo grado dal Tribunale di Chieti in base al Codice Antimafia ed eseguita su delega della Procura della Repubblica di Chieti. Gli stessi beni erano già stati sequestrati nel 2019.

L’uomo era stato arrestato nel 2015 perché ritenuto a capo di un’organizzazione dedita in modo sistematico a reati fiscali e fallimentari, con lo scopo di sottrarre allo Stato imposte e contributi. Secondo gli investigatori, avrebbe accumulato per sé e per i familiari profitti illeciti per oltre 100 milioni di euro.

Negli ultimi vent’anni l’imprenditore è stato coinvolto in numerosi procedimenti penali e ha collezionato diverse condanne, alcune definitive. Le accuse riguardavano associazione per delinquere, estorsione, bancarotta fraudolenta, reati ambientali e fiscali. Per questo i giudici lo hanno considerato socialmente pericoloso sul piano economico, cioè una persona che viveva abitualmente dei proventi di attività illecite.

L’indagine è partita dal lavoro del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pescara. I finanzieri hanno ricostruito il patrimonio dell’imprenditore e hanno seguito i reinvestimenti del denaro illecito in società, attività commerciali e immobili.

Gli accertamenti hanno mostrato un tenore di vita molto superiore ai redditi dichiarati. Secondo i giudici, i beni a disposizione dell’intera famiglia erano quindi frutto di attività illecite o del reinvestimento dei loro proventi.

La confisca colpisce aziende, tra cui lo stabilimento balneare, e quote societarie. Comprende anche 71 fabbricati e 13 terreni in provincia di Pescara, oltre ai saldi dei rapporti finanziari intestati a 10 società e 8 persone fisiche.

Per il suo valore, l’operazione è tra le più rilevanti eseguite in Abruzzo in base alla normativa antimafia. L’obiettivo, secondo quanto comunicato, è sottrarre alla criminalità le ricchezze accumulate illegalmente, contrastarne l’ingresso nell’economia legale e tutelare la libera concorrenza, le imprese e i cittadini onesti.

Il provvedimento è di primo grado: i suoi effetti diventeranno definitivi solo quando non potrà più essere impugnato.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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