Frode sull’olio d’oliva, confiscati beni per 82.000 euro

Gli amministratori e i dirigenti dell’impresa sono stati condannati per frode in commercio con sentenze divenute irrevocabili
Colle di Val d’Elsa, 22 ottobre 2026. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Siena hanno eseguito, a Colle di Val d’Elsa, un provvedimento di confisca emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Firenze, per un valore complessivo di 82.000 euro, nei confronti di un’impresa olearia.
Amministratori e dirigenti pro tempore della società sono stati condannati dal Tribunale di Siena e, con sentenze divenute irrevocabili, dalla Corte d’Appello di Firenze per il reato di frode in commercio. L’impresa è stata riconosciuta responsabile dell’illecito amministrativo dipendente da tale delitto, ai sensi del decreto legislativo 231/2001.
All’origine del procedimento c’è un’indagine che nel 2012 aveva consentito di documentare una illecita commercializzazione di olio d’oliva dichiarato indebitamente come extravergine.
Il provvedimento è stato curato dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Firenze ed eseguito dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Siena. Il lavoro è stato di natura economico-finanziaria e patrimoniale: le Fiamme Gialle hanno ricostruito il complesso delle disponibilità riconducibili all’impresa e individuato i beni da sottoporre alla misura ablativa.
La confisca di denaro, per complessivi 82.000 euro, è stata eseguita presso un intermediario finanziario. Secondo il comunicato, l’intervento affianca all’accertamento delle responsabilità penali un’azione sul piano economico e patrimoniale, diretta a sottrarre ai responsabili beni e disponibilità fino alla concorrenza del profitto del reato.
L’attività si inserisce nel Memorandum operativo sottoscritto nel dicembre 2025 tra il Comando Regionale Toscana della Guardia di Finanza e la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Firenze. L’obiettivo è rendere più efficace l’aggressione dei patrimoni riconducibili a soggetti definitivamente condannati, attraverso una stretta sinergia tra Autorità Giudiziaria e Guardia di Finanza.
Sottrarre patrimoni riconducibili a condotte illecite, prosegue il comunicato, significa contrastare l’alterazione delle regole del mercato, salvaguardare la leale concorrenza e proteggere gli operatori economici che agiscono nel rispetto della legge. Al tempo stesso, i beni definitivamente acquisiti dallo Stato vengono restituiti alla collettività.








