Polizia di Stato

Maltrattamenti e tentato femminicidio, arrestato un uomo a Bari

Ordinanza del gip eseguita il 16 ottobre dalla Polizia di Stato. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari

Bari, 21 ottobre 2026. Un uomo è stato arrestato dalla Polizia di Stato su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta del pubblico ministero. Il provvedimento, eseguito il 16 ottobre, riguarda le ipotesi di reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi e tentato femminicidio.

L’episodio risale al 9 ottobre, quando la Squadra Mobile è intervenuta in una via del centro di Bari. Era stato segnalato che, poco prima, un uomo già pregiudicato per reati contro la persona e contro il patrimonio aveva cercato di dare fuoco alla ex moglie con un accendino, dopo averla cosparsa di alcol etilico.

Secondo i primi accertamenti, l’accendino sarebbe caduto a terra proprio mentre l’uomo tentava di alimentare il fuoco. Ne sarebbe nata una breve colluttazione, al termine della quale la donna avrebbe raccolto l’accendino e si sarebbe data fuoco. Decisivo l’intervento della sorella, giunta in quel momento, che le avrebbe posto la testa e il busto sotto un rubinetto, impedendo conseguenze più gravi.

Acquisita la denuncia e esaminati i filmati che avevano ripreso l’intera scena, gli investigatori hanno ricostruito numerosi maltrattamenti, fisici e psicologici, subiti dalla donna già durante la convivenza con l’indagato. Tali episodi sarebbero avvenuti anche in presenza dei due figli minori. Un’informativa è stata quindi depositata alla Procura della Repubblica di Bari, che ha portato all’emissione dell’ordinanza. Gli operatori hanno rintracciato l’uomo nella sua abitazione.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Gli elementi acquisiti e la misura cautelare hanno natura provvisoria: la misura si fonda su un giudizio di mera probabilità, cioè sui gravi indizi di colpevolezza, e non costituisce accertamento di responsabilità. L’indagato ha diritto di formulare le proprie difese e di chiedere il riesame della misura nelle sedi competenti.

La Procura ricorda inoltre che non è consentita la riproduzione del testo dell’ordinanza fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare. L’ufficio chiede agli organi di informazione un linguaggio sobrio e non colpevolista, senza la diffusione di immagini delle persone sottoposte a restrizione della libertà.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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