Carrozzeria abusiva in un garage senza insegna, la Guardia di Finanza sequestra tutto

Attività formalmente chiusa da anni, il titolare è stato segnalato alla Camera di Commercio di Bari
Andria, 15 ottobre 2026 – Sulla carta l’attività era chiusa da alcuni anni. Nei fatti, all’interno di un garage privo di qualsiasi insegna, si continuavano a riparare automobili, senza alcuna autorizzazione e in violazione degli obblighi di legge. A scoprirlo, nei giorni scorsi, sono stati i militari della Compagnia di Andria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Barletta-Andria-Trani, che hanno sequestrato l’intera attrezzatura e apposto i sigilli al locale.
Tutto è partito dal controllo economico del territorio svolto dai Finanzieri, finalizzato a individuare ogni forma di economia irregolare o sommersa. I militari hanno notato un «anomalo» movimento nei pressi di un garage, un dettaglio approfondito con la consultazione delle banche dati in uso al Corpo.
Raccolti elementi sufficienti per ipotizzare la presenza di un’attività economica non regolare, le Fiamme Gialle sono entrate nel locale e hanno trovato un’autovettura in fase di riparazione. Hanno quindi contestato la totale abusività dell’attività di autoriparatore, privo di ogni genere di autorizzazione. Secondo il comunicato, l’uomo aveva chiuso l’attività solo apparentemente, continuando a lavorare in maniera illecita.
Di conseguenza è stata sottoposta a sequestro, ai fini della confisca, tutta l’attrezzatura utilizzata per l’esercizio della professione: tavoli da lavoro, scaffali, compressori, trapani, utensili vari, vernici e solventi. Al termine delle operazioni sono scattati i sigilli al locale.
Il titolare è stato segnalato alla Camera di Commercio di Bari per l’irrogazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente. È attualmente in corso la ricostruzione della base imponibile sottratta a tassazione, per il recupero delle imposte evase.
L’operazione rientra nel ruolo della Guardia di Finanza come polizia economico-finanziaria, impegnata nel contrasto a ogni forma di economia irregolare o sommersa. Quest’ultima, secondo il Corpo, costituisce una «piaga» per l’intero sistema economico nazionale: sottrae risorse all’Erario, lede l’interesse dei lavoratori e favorisce una concorrenza sleale con le imprese oneste e rispettose delle normative tributarie e amministrative vigenti.






