Omesso versamento Iva nell’edilizia: confiscati beni per 292.521 euro a Greve in Chianti

Il provvedimento è stato eseguito dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze su disposizione della Procura Generale
Greve in Chianti, 14 ottobre 2026. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno eseguito, a Greve in Chianti, un provvedimento di confisca, anche per equivalente, per un valore complessivo di 292.521 euro, nei confronti di un imprenditore fiorentino operante nel settore delle costruzioni. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Firenze.
L’imprenditore, amministratore di una società con sede a San Casciano in Val di Pesa, è stato condannato dal Tribunale di Firenze e, con sentenze divenute irrevocabili, dalla Corte d’Appello di Firenze per omesso versamento dell’Iva, reato previsto dall’articolo 10-ter del decreto legislativo n. 74 del 2000. La confisca riguarda il medesimo importo.
Il provvedimento è stato curato dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Firenze ed eseguito dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Firenze. Alla base c’è un’attività investigativa di natura economico-finanziaria e patrimoniale, sviluppata per ricostruire il complesso delle disponibilità riconducibili al condannato e individuare i beni da sottoporre alla misura.
Gli accertamenti, condotti dal Gruppo investigazione criminalità organizzata (GICO) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze, hanno riguardato la posizione patrimoniale del condannato e sono stati estesi al nucleo familiare, ai conviventi e ai soggetti economici a lui riconducibili, secondo i principi previsti dalla normativa penalistica antimafia. Le verifiche hanno riguardato rapporti finanziari, societari e patrimoniali.
Al termine dell’attività sono stati definitivamente acquisiti al patrimonio dello Stato tre terreni situati a Greve in Chianti, disponibilità finanziarie presenti su conti correnti bancari e postali, e partecipazioni in società a responsabilità limitata con sedi a Greve in Chianti e San Casciano in Val di Pesa. Le società operano principalmente nei settori immobiliare, edilizio e dei servizi.
La confisca, secondo quanto indicato nel comunicato, affianca all’accertamento delle responsabilità penali un’azione sul versante economico e patrimoniale, diretta a sottrarre al condannato beni e disponibilità fino alla concorrenza del profitto del reato. Il comando sottolinea inoltre che sottrarre patrimoni riconducibili a condotte illecite serve a tutelare la leale concorrenza e gli operatori che agiscono nel rispetto della legge.
L’attività si inserisce nel Memorandum operativo sottoscritto nel dicembre 2025 tra il Comando Regionale Toscana della Guardia di Finanza e la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Firenze, volto a rendere più efficace l’aggressione dei patrimoni riconducibili a soggetti definitivamente condannati.






