Detenuto si toglie la vita nel carcere di Torino, allarme del sindacato sulla sanità penitenziaria

Il Sappe denuncia carenze strutturali e chiede interventi urgenti su assistenza psicologica e medica negli istituti
Torino, 4 maggio 2026 – Un detenuto italiano, nato nel 1972, si è tolto la vita nel padiglione A del carcere di Torino. Nonostante l’intervento tempestivo della Polizia Penitenziaria, non è stato possibile evitare la tragedia. Le ragioni del gesto non sono ancora note.
A denunciare l’accaduto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che attraverso il segretario generale Donato Capece riporta l’episodio alla luce di una più ampia emergenza sanitaria negli istituti penitenziari. «Questo dramma riporta alla luce importanti interrogativi riguardo al sistema di assistenza psicologica e sanitaria negli istituti», afferma Capece, sottolineando come «la Polizia Penitenziaria si trova a lavorare in condizioni di emergenza seria, dove spesso le carceri sono utilizzate come ospedali psichiatrici improvvisati».
Secondo il sindacato, gli agenti sono chiamati quotidianamente a svolgere ruoli che vanno oltre le loro competenze: soccorritori, operatori sanitari, mediatori. «Non è responsabilità del Corpo sopperire alle persistenti criticità della sanità penitenziaria», dichiara Capece, evidenziando come «è fondamentale attuare interventi rapidi e concreti per rafforzare il personale medico e psicologico specializzato e dotare gli istituti di strumenti adeguati alla prevenzione».
Il segretario generale del Sappe sottolinea inoltre l’impatto psicologico di eventi simili sulla comunità carceraria: «Il suicidio di un detenuto è fonte di forte stress sia per gli altri detenuti sia per il personale, che opera ogni giorno con professionalità e umanità in condizioni difficili». Capece chiede il rafforzamento dei programmi di prevenzione e dei servizi di intervento.
«Il suicidio resta purtroppo una delle principali cause di morte in carcere e, nonostante le normative avanzate, continuano a verificarsi episodi drammatici», conclude Capece, auspicando «a breve un confronto per definire strategie condivise» con il Governo.




