Guardia di Finanza

Travagliato, sequestrato un opificio tessile per sfruttamento del lavoro

11 lavoratori senza contratto, alcuni alloggiati in stanze ricavate nello stabile. Indagati il titolare e il coniuge

Travagliato, 13 ottobre 2026. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brescia, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo dell’intero opificio e dei macchinari di una ditta individuale del settore tessile di Travagliato. Il tribunale ha nominato un amministratore giudiziario per consentire la regolare prosecuzione dell’attività.

Il provvedimento è stato emesso nell’ambito di un procedimento per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (articolo 603-bis del codice penale) e per impiego di lavoratori irregolari (articolo 22, comma 12, del decreto legislativo 286 del 1998). Risultano indagati il titolare della ditta e il coniuge, che sarebbe stato amministratore di fatto.

Le indagini hanno avuto origine dai controlli economici del territorio svolti dalla Compagnia di Rovato della Guardia di Finanza. Dopo alcuni sopralluoghi, i finanzieri hanno individuato un capannone interessato da un intenso transito di persone. Secondo i successivi riscontri nelle banche dati, all’interno avrebbe operato la ditta.

Il successivo accesso ispettivo, eseguito con il personale dell’ATS di Brescia, avrebbe consentito di riscontrare la presenza al lavoro di 11 lavoratori privi di regolare contratto, uno dei quali anche senza permesso di soggiorno. Sarebbero emerse gravi carenze igienico-sanitarie. All’interno dello stesso stabile, a ridosso della linea produttiva, sarebbero state ricavate abusivamente alcune stanze adibite a camere da letto, nelle quali i lavoratori sarebbero stati costretti ad alloggiare.

Dalle dichiarazioni rese dai lavoratori sarebbe emerso che i compensi erano compresi tra 5 e 7 euro l’ora, corrisposti in contanti e comunque mai superiori a 800 euro mensili. Non sarebbero stati sottoposti a visita medica, né formati sui rischi per la salute e la sicurezza, né dotati di dispositivi di protezione individuale. Anche la normativa in materia di orari di lavoro, riposi e ferie sarebbe stata sistematicamente disattesa.

Già in occasione dell’accesso, d’intesa con il pubblico ministero di turno, era stato eseguito un sequestro probatorio dell’area produttiva. Il provvedimento ha riguardato 39 macchinari (38 macchine da cucire e una postazione da stiro), 1.383 capi di abbigliamento destinati alla vendita e la documentazione contabile ed extracontabile, tra cui quaderni e fogli di presenza.

I successivi accertamenti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Brescia, avrebbero fatto emergere il ruolo di gestione svolto dal coniuge del titolare. Entrambi sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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