Fiumicino, 412 violazioni valutarie e sequestri per 2.552.109,60 euro

Intercettati 131.571.364,46 euro in movimentazioni di valuta dall’inizio del 2026 nello scalo romano
Roma, 12 ottobre 2026. Movimentazioni di valuta per 96.786.028,46 euro effettuate in violazione degli obblighi dichiarativi, 412 violazioni accertate e sequestri per 2.552.109,60 euro. È il bilancio dei controlli svolti dall’inizio del 2026 all’aeroporto di Fiumicino dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Ufficio delle Dogane Lazio 2.
L’attività è stata condotta negli spazi doganali, anche nel quadro del rafforzamento dei controlli durante il periodo estivo, e ha interessato i passeggeri in transito e i relativi bagagli a mano e da stiva.
Complessivamente i controlli hanno consentito di intercettare movimentazioni di valuta per 131.571.364,46 euro. Di queste, 96.786.028,46 euro risultano movimentate in violazione degli obblighi dichiarativi previsti dalla normativa sul trasferimento transfrontaliero di denaro contante.
Le 412 violazioni accertate hanno comportato il sequestro amministrativo di 2.552.109,60 euro. Per altri 14.289.807 euro, invece, i passeggeri hanno evitato il blocco del denaro regolarizzando la propria posizione sul posto e versando all’Erario una sanzione immediata. La sanzione è calcolata sull’eccedenza oltre il limite legale di 10.000 euro, con una quota che varia tra il 15% e il 30% della somma eccedente.
I sequestri sono scattati in base alle nuove regole introdotte dal decreto legislativo n. 211 del 2024, che ha adeguato la normativa italiana alle disposizioni europee sul controllo dei flussi finanziari transfrontalieri di contante. La riforma ha inasprito le sanzioni e aggiornato le soglie per il blocco del denaro, distinguendo tra chi omette del tutto la dichiarazione doganale e chi la presenta in modo inesatto o incompleto.
L’analisi delle movimentazioni ha inoltre permesso di individuare le principali direttrici geografiche del contante in uscita. Tra le destinazioni più ricorrenti figurano la Cina, con il 48,94% del totale considerato, e l’Egitto, con il 32,63%.
I controlli svolti in sinergia dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli presso il principale scalo aeroportuale della Capitale sono finalizzati a verificare il rispetto degli obblighi dichiarativi e a individuare flussi di valuta al di fuori delle regole previste dalla normativa nazionale ed europea.
Secondo quanto comunicato, l’azione di vigilanza e i controlli transfrontalieri negli scali della Capitale mirano a proteggere l’economia nazionale, prevenire l’introduzione di capitali ingiustificati nei circuiti esteri e contrastare possibili fenomeni di riciclaggio, impedendo che ingenti somme di denaro contante escano dai circuiti legali. Il monitoraggio, sempre secondo la nota, tutela le imprese che operano nel rispetto delle regole dalla concorrenza sleale e difende la stabilità del sistema economico dall’economia sommersa.






