Guardia di Finanza

Cocaina in provincia di Como, tre fratelli in carcere e arresti domiciliari

La Guardia di Finanza smantella un traffico durato oltre vent’anni. Sequestrate 3mila dosi e 120mila euro di guadagni

Como, 30 settembre 2026. La Guardia di Finanza ha smantellato un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di cocaina nella provincia di Como. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso ordinanze di custodia cautelare il 22 settembre: due fratelli sono stati portati in carcere, il terzo sottoposto agli arresti domiciliari.

L’indagine, avviata nel 2025 dal Gruppo di Ponte Chiasso con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, ha ricostruito un’attività criminale radicata da oltre vent’anni. I quattro fratelli indagati, di origine marocchina, gestivano lo stoccaggio, il confezionamento in dosi e la distribuzione al minuto della droga.

L’organizzazione operava attraverso una ditta individuale con sede a Senna Comasco, intestata a uno dei fratelli, specializzata nel commercio di autoveicoli usati. Il titolare disponeva di circa cinquanta auto, utilizzate per il traffico di cocaina anche dagli altri componenti del gruppo. Per eludere i sistemi di videosorveglianza, faceva apporre targhe prova sui veicoli.

Uno dei fratelli, classe 1983, era il più attivo nell’organizzazione e si occupava dello stoccaggio e delle consegne della cocaina. Gli altri due lo coadiuvavano, mentre il titolare della concessionaria forniva il supporto logistico mettendo a disposizione locali e vetture. La droga veniva nascosta in appositi vani ricavati nelle auto, come il bocchettone del carburante, e distribuita nei comuni di Como, Capiago Intimiano, Montorfano e Lipomo, spesso in orario diurno con gli spacciatori travestiti da meccanici.

Per garantire l’anonimato, il titolare della concessionaria utilizzava un sistema sofisticato: richiedeva ai clienti interessati all’acquisto di auto usate le copie dei documenti d’identità, giustificandolo con le formalità amministrative. Questi documenti venivano poi utilizzati, a insaputa dei clienti, per attivare schede telefoniche presso un esercizio commerciale di Como, dedicate esclusivamente alle trattative illecite.

Le indagini, coordinate dall’Autorità Giudiziaria lariana, si sono avvalse di attività tecniche, riprese video, tracciamenti GPS e servizi di osservazione. Tra febbraio e giugno 2025 sono state accertate oltre 3mila dosi di cocaina cedute, con guadagni quantificati in oltre 120mila euro. Particolare allarme ha destato la distribuzione della droga in prossimità di plessi scolastici: nel comune di Capiago Intimiano gli appuntamenti per le consegne avvenivano nei parcheggi adiacenti alla Scuola Primaria «Giuseppe Verdi».

Agli indagati sono stati contestati i reati di detenzione, trasporto e cessione di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di aver operato nei pressi di istituti scolastici. Al titolare della concessionaria è stato inoltre addebitato il reato di sostituzione di persona per l’attivazione illecita delle utenze telefoniche. Sono in corso perquisizioni locali e domiciliari a Como, Capiago Intimiano e Senna Comasco, con il supporto di unità cinofile antidroga e un elicottero del Reparto Aeronavale Lombardia.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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