Guardia di Finanza

Sequestri per 88 milioni: truffa sui bonus fiscali edilizi nel Barese

Indagini della Guardia di Finanza su crediti d’imposta fittizi. Coinvolti 8 persone e 2 società

Barletta, 28 settembre 2026

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trani ha emesso tre decreti di sequestro preventivo tra il 2025 e il 2026 per un totale di 88 milioni di euro. I provvedimenti riguardano 8 persone fisiche e 2 società di capitali, indagate per truffa aggravata ai danni dello Stato e impiego di proventi illeciti in materia di crediti d’imposta fittizi legati ai bonus fiscali nel settore edilizio.

L’operazione, eseguita dai Finanzieri del Comando Provinciale Barletta-Andria-Trani, ha consentito di sequestrare beni mobili e immobili riconducibili agli indagati, oltre a crediti ancora presenti nei cassetti fiscali per 13 milioni di euro che sarebbero stati altrimenti immessi nel circuito economico o compensati a danno dell’Erario.

Le indagini, delegate dalla Procura della Repubblica di Trani al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Barletta, hanno preso avvio dall’analisi della piattaforma web dell’Agenzia delle Entrate sulle comunicazioni di cessione dei crediti d’imposta per ristrutturazioni edilizie. Gli investigatori hanno scoperto che alcuni professionisti del settore sfruttavano informazioni relative a unità immobiliari già interessate da interventi di manutenzione straordinaria, per cui erano stati già riconosciuti bonus fiscali ai proprietari. Questi crediti venivano replicati anche più volte e ceduti istantaneamente alle due società coinvolte nella frode, senza che eseguissero ulteriori ristrutturazioni sulle medesime unità abitative. Il tutto all’insaputa dei proprietari degli immobili, sulle cui posizioni fiscali sono state stratificate cessioni di più crediti fiscali fittizi.

I crediti indebiti sono stati accettati e reimpiegati nelle attività economiche delle società complici, oppure ceduti a terzi soggetti economici ignari della provenienza illecita, che li hanno portati in compensazione di imposte realmente dovute. L’operazione ha provocato un ingente danno alle casse dello Stato in termini di mancati introiti tributari e una compromissione della leale competizione tra imprese del settore.

La Guardia di Finanza ha inoltre segnalato i fatti alla Procura Regionale della Corte dei Conti con richiesta di sequestro conservativo nei confronti di 5 soggetti per un valore di oltre 21 milioni di euro, quale risarcimento del danno erariale.

Video del comunicato

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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