Firenze, confiscati 13 milioni di euro a un pregiudicato calabrese

Il Tribunale della Prevenzione ha disposto il sequestro di 73 immobili in provincia di Livorno e fondi in Liechtenstein
Firenze, 24 settembre 2026 – La Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento di confisca di prevenzione emesso dal Tribunale di Firenze nei confronti di un soggetto di origine calabrese, ritenuto socialmente pericoloso. Il patrimonio sequestrato ammonta a circa 13 milioni di euro e comprende beni immobili e disponibilità finanziarie accumulate nel corso di decenni.
L’operazione è stata condotta dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze, in collaborazione con i reparti del Comando Provinciale di Livorno, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Livorno.
La confisca riguarda 73 unità catastali ubicate nei comuni di Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, Piombino, Suvereto, Rosignano Marittimo, San Vincenzo e Campiglia Marittima, per un valore stimato di circa 7 milioni di euro. Sono stati inoltre sequestrati circa 6 milioni di euro in disponibilità finanziarie, di cui oltre 5,3 milioni depositati presso conti correnti in Liechtenstein, grazie a una procedura di cooperazione internazionale coordinata da Eurojust.
Il provvedimento si basa sulla pericolosità sociale dell’indagato, documentata da un comportamento illecito persistente dal 1974 al 2017. L’uomo è stato sottoposto a diversi procedimenti penali e condanne in Italia (Calabria e Toscana) e San Marino per usura, estorsione, truffa, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione, falsificazione di monete, lesioni personali, sequestro di persona, violenza privata e detenzione abusiva d’armi.
Le investigazioni hanno evidenziato una sproporzione significativa tra i redditi dichiarati dall’indagato e dal suo nucleo familiare rispetto al tenore di vita mantenuto. Gli accertamenti hanno inoltre rilevato evasione fiscale e violazioni alla normativa antiriciclaggio. Il procedimento non ha ancora assunto carattere di definitività e l’interessato potrà far valere le proprie ragioni di difesa secondo le procedure previste dal Codice Antimafia.




