Parte il progetto «Juntos» per la cooperazione di polizia tra Italia e America Latina

Lanciato alla Scuola Superiore di Polizia con il Ministro Piantedosi. Coinvolti sei Paesi nella lotta a criminalità organizzata e cybercrime
Roma, 18 settembre 2026 – È stato avviato oggi presso la Scuola Superiore di Polizia il progetto «Juntos», un’iniziativa di cooperazione internazionale tra Italia e sei Paesi dell’America Latina nel contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, all’immigrazione clandestina, alla tratta di esseri umani, al cybercrime e alla pedopornografia. Alla conferenza di lancio ha partecipato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, insieme al Capo della Polizia Vittorio Pisani, al Segretario Generale dell’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana (IILA) Giorgio Silli e all’Ambasciatore Riccardo Guariglia, Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).
Il progetto, realizzato dalla Polizia di Stato e dall’IILA con il sostegno del Ministero dell’Interno e del MAECI, ha durata biennale e coinvolge Argentina, Brasile, Cile e Colombia come Paesi beneficiari, mentre Ecuador e Perù partecipano in qualità di Paesi osservatori.
«Il progetto ‘Juntos’, avviato oggi, testimonia la volontà dell’Italia e dei Paesi dell’America Latina di avanzare uniti, con l’obiettivo di consolidare strumenti comuni per affrontare fenomeni criminali sempre più complessi e in continua evoluzione», ha dichiarato il Ministro Piantedosi, sottolineando come l’iniziativa permetterà di «mettere a sistema l’esperienza italiana» e di rafforzare la cooperazione tra le Forze di polizia.
Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha inviato un messaggio evidenziando il valore strategico del programma. «La criminalità organizzata transnazionale non conosce frontiere e, se le organizzazioni criminali cooperano oltre i confini, gli Stati devono saper collaborare con ancora maggiore efficacia e continuità», ha scritto Tajani, ricordando come «la diplomazia giuridica e della sicurezza è un pilastro centrale della nostra politica estera» e citando l’eredità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Il Capo della Polizia Pisani ha evidenziato come il progetto consenta di esportare nel mondo un modello consolidato di diplomazia giuridica nel contrasto al crimine organizzato, necessario per affrontare fenomeni criminali che ormai superano le frontiere europee.
Dopo il momento politico di alto livello, si sono svolte due sessioni tecniche dedicate al dibattito. A partire dalla prossima settimana avranno inizio due missioni tecniche per la valutazione dei fabbisogni formativi nei Paesi beneficiari, seguiranno tre corsi di formazione, tre stage applicativi in Italia e quattro attività di consulenza tecnica. Il percorso si concluderà con una conferenza finale dedicata alla presentazione dei risultati.








