Guardia di Finanza

Università, oltre 2,1 milioni di euro di frodi scoperte dalla Guardia di Finanza

Dal 2024 accertate indebite percezioni di borse di studio. Rafforzata la collaborazione tra il Ministero e il Corpo per tutelare il diritto allo studio

Roma, 17 settembre 2026 – Oltre 2.100 interventi e più di 2,5 milioni di euro tra erogazioni bloccate e indebite percezioni accertate. È il bilancio della collaborazione tra il Ministero dell’Università e della Ricerca e la Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi nel sistema delle borse di studio universitarie, a poco più di due anni dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa del giugno 2024.

L’attività di controllo si estenderà ora anche alla tutela dell’housing universitario, misura strategica per favorire l’accessibilità all’istruzione superiore. La collaborazione coinvolge 52 protocolli d’intesa già sottoscritti tra i Comandi Regionali o Provinciali della Guardia di Finanza e gli Organismi regionali per il diritto allo studio, nonché con i singoli Atenei.

Dal 1° gennaio 2024 a oggi, i Reparti della Guardia di Finanza hanno sottoposto a verifica oltre 8 milioni di euro erogati a titolo di borse di studio e altre prestazioni per il diritto allo studio universitario. Le indagini hanno accertato indebite percezioni per oltre 1,5 milioni di euro e impedito l’erogazione di un ulteriore milione di euro illecitamente richiesto.

Tra le irregolarità più diffuse figurano la falsa attestazione di informazioni sulla posizione reddituale e patrimoniale del nucleo familiare, sulla composizione dello stesso e sulla effettiva locazione di un alloggio a titolo oneroso.

Un’indagine significativa è quella condotta dal 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Torino, denominata «FAKE HOME», conclusa nel 2025. L’attività ha riguardato ottanta studenti stranieri che hanno percepito borse di studio in assenza dei requisiti di legge. Gli investigatori hanno accertato l’esistenza di numerosi contratti di locazione fittizi, stipulati da un soggetto di origine ucraina con studenti stranieri che in realtà vivevano presso altri domicili. Ventitré studenti stranieri, in maggior parte di nazionalità iraniana, indiana e pakistana, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica per indebita percezione di erogazioni pubbliche. Il meccanismo fraudolento ha consentito loro di aggiudicarsi borse di studio per oltre 500 mila euro, finanziate in parte con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, oltre a beneficiare dell’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie.

Un’altra indagine rilevante è stata condotta dal Nucleo PEF di Ancona, conclusa nel febbraio 2025, su borse di studio universitarie relative all’anno accademico 2023/2024 erogate dall’Ente Regionale per il Diritto allo Studio delle Marche a soggetti di nazionalità indiana. L’analisi di oltre 200 atti rilasciati dalle autorità indiane ha rilevato elementi utili per ipotizzare violazioni penali, in particolare la contraffazione della legalizzazione della traduzione di certificati attestanti la composizione, il reddito e il patrimonio immobiliare del nucleo familiare, nonché delle firme, dei timbri e dei numeri di percezione consolare.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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