Frode fiscale a Cagliari: sequestrati 160mila euro e fatture false per 345mila

La Guardia di finanza scopre un sistema di evasione con undici società cartiere in tre regioni
Cagliari, 22 agosto 2026 – La Guardia di finanza ha eseguito un sequestro preventivo di circa 160mila euro nei confronti di un imprenditore cagliaritano accusato di frode fiscale. L’operazione, disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cagliari su richiesta della Procura, ha concluso un’indagine del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria che ha ricostruito un presunto sistema di evasione articolato tra il 2019 e il 2021.
Secondo l’accusa, l’imprenditore operante nel commercio di prodotti non specializzati avrebbe esposto costi fittiziamente documentati per oltre 345mila euro, utilizzando fatture emesse da undici presunte società «cartiere» con sede in Lombardia, Lazio e Toscana, tutte riconducibili a soggetti di etnia sinica. Queste imprese, ritenute prive di struttura aziendale e destinatarie di provvedimenti di chiusura d’ufficio dall’Agenzia delle Entrate, sarebbero dedite esclusivamente all’emissione sistematica di fatture per operazioni inesistenti.
Durante le perquisizioni presso la sede della società e l’abitazione dell’imprenditore, i finanzieri hanno rinvenuto oltre 100mila euro in contanti occultati in una cassaforte murata in una camera da letto. Il sequestro ha interessato anche disponibilità finanziarie nelle casse societarie per oltre 58mila euro.
L’indagine ha richiesto l’esame di centinaia di documenti fiscali, accomunati da indicazioni generiche e dall’assenza della descrizione dei beni compravenduti. I militari hanno riscontrato che la maggior parte delle fatture venivano saldate con denaro contante, sempre sotto la soglia consentita dalla normativa antiriciclaggio, modalità ritenuta inidonea a certificare l’effettività delle transazioni. Solo una minima quota di operazioni risultava regolata tramite bonifico bancario.
All’imprenditore è stato contestato il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti. Alla società è stata applicata la disciplina relativa alla responsabilità amministrativa dell’ente.









