Catturato in Spagna e rimpatriato boss della ‘ndrangheta ricercato dal 2022

Domenico Paviglianiti, elemento di vertice della cosca omonima, dovrà scontare oltre 19 anni di carcere
Reggio Calabria, 20 agosto 2026 – Le autorità italiane hanno preso in consegna Domenico Paviglianiti, ritenuto esponente di vertice della cosca ‘ndrangheta omonima operante nella provincia reggina con ramificazioni nel Nord Italia e all’estero. L’uomo era ricercato dal 2022 ed è stato catturato in Spagna il 26 giugno scorso, in un’operazione congiunta tra la Policia Nacional spagnola e il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.
Paviglianiti era destinatario di un Mandato di Arresto Europeo emesso dalla Procura della Repubblica di Bologna per l’esecuzione di una condanna a oltre 19 anni di carcere per associazione mafiosa, omicidio e reati in materia di armi. È stato individuato a Soria, località dell’entroterra spagnolo a circa 200 chilometri da Madrid, fermato all’uscita di un ristorante dopo il monitoraggio di soggetti della sua cerchia relazionale.
Il rimpatrio è avvenuto con il coordinamento dell’Unità I-Can (Interpol Cooperation Against Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, affiancata da militari della Guardia di Finanza di Reggio Calabria. Paviglianiti è stato prelevato dall’aeroporto di Madrid-Barajas dalla Policía Nacional e trasferito all’aeroporto internazionale «Leonardo da Vinci» di Roma Fiumicino, dove il Gruppo Guardia di Finanza Fiumicino e lo S.C.I.C.O. hanno fornito supporto operativo. Dopo il fotosegnalamento e la notifica del mandato da parte della Polizia di Frontiera Aerea, è stato affidato alla Polizia Penitenziaria per l’incarcerazione.
L’operazione ha beneficiato della cooperazione giudiziaria e di polizia con la Spagna, in particolare con l’UDYCO Central (Unidad de Droga y Crimen Organizado), divisione specializzata nel contrasto al narcotraffico e alle organizzazioni criminali internazionali. Determinante è stato anche il supporto della Direzione Centrale della Polizia Criminale, della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e del Comando Generale della Guardia di Finanza.
Paviglianiti ha un percorso criminale che risale alla cosiddetta seconda guerra di ‘ndrangheta (1985-1991), fase caratterizzata da numerosi omicidi che modificarono gli equilibri mafiosi della provincia reggina. In quel periodo rivestiva un ruolo di primo piano, schierandosi a sostegno della cosca De Stefano nella contrapposizione con il gruppo Condello. Nel corso degli anni è stato destinatario di plurimi provvedimenti restrittivi e condanne definitive per associazione di tipo mafioso, omicidio e traffico internazionale di sostanze stupefacenti.






