Yemen, gli Houthi controllano Mocha: il nuovo equilibrio nel Mar Rosso

La cattura della città portuale trasforma la guerra yemenita e gli equilibri geopolitici regionali tra Riad e Washington
L’offensiva Houthi in Yemen ha raggiunto una fase decisiva con la cattura della città portuale strategica di Mocha nel sudovest del paese e l’avanzata lungo la costa dello Stretto di Bab al-Mandab. Secondo un’analisi di Chatham House, ripresa anche da fonti precedenti come Responsible Statecraft, questo rappresenta il cambiamento territoriale più significativo in Yemen da anni. L’8 settembre, missili balistici e droni erano stati lanciati contro città saudite come Abha, Khamis Mushait, Jazan e Najran, causando settantatré feriti secondo la coalizione a guida saudita, con danni riferiti a una base aerea e impianti petroliferi. L’offensiva su larga scala lungo il Mar Rosso ha messo sulla difensiva il governo yemenita riconosciuto internazionalmente e sostenuto da Riad, proprio pochi giorni dopo che lo stesso governo aveva annunciato una campagna per riconquistare Sanaa.
La nuova posizione territoriale degli Houthi intorno a Bab al-Mandab aumenta significativamente la loro capacità di influenzare il traffico marittimo attraverso lo stretto, che collega il Golfo di Aden al Mar Rosso e infine al Canale di Suez. Combinato con il controllo iraniano dello Stretto di Hormuz, questo crea una situazione in cui l’Iran e i suoi alleati possono esercitare pressione su due dei più importanti chokepoint marittimi mondiali, con implicazioni globali per il commercio e la sicurezza energetica. Gli Houthi hanno precedentemente affermato di non intendere imporre tasse formali di transito sui vascelli che attraversano Bab al-Mandab, ma secondo Chatham House tali assicurazioni devono essere trattate con cautela, dato che vi sono indicazioni di pagamenti informali estratti da agenzie di navigazione dal 2023.
La frammentazione delle forze anti-Houthi rimane il principale ostacolo al coordinamento della risposta. Le forze governative si ritirano di fronte all’avanzata Houthi, e le unità anti-Houthi comprendono una varietà di gruppi armati autonomi precedentemente sostenuti da diversi patroni regionali con ambizioni politiche contrastanti. Il generale Samir al-Sabri, vice ministro della Difesa yemenita per la cooperazione internazionale, ha dichiarato che le operazioni si estenderanno da Marib e Al-Jawf fino a Al-Bayda, Taiz e la costa occidentale, ma l’assenza di un’unica catena di comando rende complessa qualsiasi marcia coordinata verso Sanaa. I tentativi sauditi di portare le forze anti-Houthi sotto una struttura di comando più coerente dal primo semestre 2026 non hanno cancellato anni di frammentazione.
Nel frattempo, gli Houthi hanno utilizzato il periodo di relativa calma seguito alla tregua del 2022 per reclutare personale, migliorare la produzione di armi domestiche e espandere le loro capacità missilistiche e di droni. Di conseguenza, gli Houthi dispongono ora di capacità più avanzate rispetto alle forze governative in diversi settori. La tregua del 2022 aveva ridotto i combattimenti su vasta scala ma aveva lasciato la capitale in mano Houthi, senza risolvere il nodo del controllo centralizzato sulle armi pesanti del paese.
L’offensiva riapre divergenze significative tra gli attori internazionali. Washington punta a proteggere il territorio saudita, ridurre la minaccia missilistica, limitare i flussi di armi e mantenere aperte le rotte marittime, mentre il governo yemenita mira a un riequilibrio interno dei rapporti di forza e al ripristino dell’autorità statale su territorio e arsenali. Il principe ereditario Mohammed bin Salman ha chiesto agli Stati Uniti di condurre attacchi propri contro gli Houthi, richiesta finora respinta da Washington. L’Iran complica ulteriormente il quadro: Teheran nega di controllare le decisioni del movimento Houthi, mentre governi occidentali e regionali lo accusano di fornire armi e assistenza tecnica. Cina, Regno Unito e Francia guardano al conflitto principalmente attraverso i propri interessi commerciali e di navigazione, senza mostrare interesse per una soluzione politica complessiva.
Articolo originale: Quincy




