Polizia di Stato

Due nuovi episodi di «I Ragazzi delle Scorte» ricordano gli agenti caduti nelle stragi di Capaci e Via D’Amelio

La docuserie del Ministero dell’Interno torna in onda su Rai3 il 22 maggio con i racconti di chi ha perso la vita accanto ai giudici Falcone e Borsellino

Roma, 23 maggio 2026 — A trentaquattro anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio, la docuserie «I Ragazzi delle Scorte» torna con due nuovi episodi dedicati agli agenti che persero la vita insieme ai giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino. La serie, coprodotta dal Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza e dal Ministro per lo Sport e i Giovani, in collaborazione con 42° Parallelo, riporta al centro le storie umane, i legami familiari e la memoria di chi è rimasto.

Il primo episodio, «Rocco e Giuseppe – Ragazzi d’altri tempi», racconta la figura di Rocco Dicillo, agente di scorta morto accanto al giudice Falcone nella strage di Capaci del 23 maggio 1992. Il documentario andrà in onda il 22 maggio alle 23:35 su Rai3 e sarà disponibile su RaiPlay dalla mezzanotte. Attraverso le testimonianze di Alba Terrasi, compagna di Rocco, e di Giuseppe Costanza, autista del giudice Falcone sopravvissuto all’attentato, il documentario ricostruisce il dramma della strage e l’umanità di uomini travolti dalla storia.

«Il 23 maggio 1992 ero al lavoro. Mi ha chiamato Rocco per dirmi che aveva fatto un cambio turno ma era irrequieto. Ci siamo salutati e mi ha detto: «Ciao amore, ci vediamo questa sera». Io mi sentivo strana», racconta Alba Terrasi nel documentario. Il racconto è accompagnato anche dalla lettera storica di Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani, letta durante i funerali delle vittime di Capaci.

Il secondo episodio è dedicato ad Agostino Catalano, agente della scorta di Paolo Borsellino morto nella strage di Via D’Amelio il 19 luglio 1992. Attraverso le voci di Rosalinda Catalano, figlia di Agostino che parla per la prima volta di quei giorni, e di Salvatore Lo Presti, ancora oggi agente di scorta, il documentario percorre Palermo unendo la memoria di una figlia a quella di un collega e padre. «L’unica volta che sono tornata in via D’Amelio, è stato una settimana dopo la fine di tutto, ed era ancora tutto devastato. La cosa che ho visto subito è stata la scarpa di mio padre», racconta Rosalinda Catalano.

I due documentari proseguono l’obiettivo della docuserie di restituire voce e storia agli agenti delle scorte, spesso ricordati soltanto come «eroi» o «ragazzi», ma prima di tutto figli, compagni, padri e amici. Attraverso testimonianze intime, luoghi simbolici e materiali d’archivio, i film interrogano il presente sul valore del servizio, del coraggio e della responsabilità collettiva.

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