Guardia di Finanza

Verona, arrestato usuraio: prestiti fino al 50% annuo a imprenditori in difficoltà

La Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza del gip. Ricostruiti almeno 14 prestiti per oltre 125mila euro dal 2020

Verona, 26 maggio 2026 – I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Verona hanno arrestato un cittadino italiano domiciliato a Bovolone, accusato di usura ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria. L’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verona su richiesta della Procuratrice Aggiunta Reggente Rita Caccamo.

L’inchiesta è partita dalla denuncia di una vittima che, in difficoltà economica, aveva chiesto un prestito di 15mila euro impegnandosi a restituire 30mila euro in un’unica soluzione al momento della vendita di un immobile. I finanzieri hanno individuato l’indagato appostati presso lo studio notarile dove era prevista la firma del rogito. Durante la perquisizione personale e veicolare sono stati sequestrati documentazione cartacea, circa 3mila euro in contanti, uno sfollagente e un coltello a serramanico.

Le indagini successive, attraverso l’analisi della documentazione e gli accertamenti bancari, hanno ricostruito un sistema di prestiti usurari attivo almeno dal 2020. Sono state individuate circa 14 operazioni di prestito per un ammontare complessivo superiore a 125mila euro, con tassi d’interesse tra il 30% e il 50% annuo, ben oltre i limiti di legge.

I prestiti erano stati erogati a piccoli imprenditori del settore ristorazione e pubblici esercizi, nonché a cittadini in situazioni di vulnerabilità: perdita del posto di lavoro, spese mediche, lutti familiari, difficoltà nel pagamento ai fornitori. L’indagato si era trasformato in un punto di riferimento per chi non poteva accedere ai normali canali di credito, talvolta proponendosi direttamente dopo aver appreso delle necessità di liquidità altrui.

Il sistema prevedeva prestiti in contanti, generalmente in tranche da 5mila euro, con «gratifiche» mensili di almeno 200 euro oltre alla restituzione della somma in un anno. Chi non pagava nei tempi stabiliti subiva penali per ogni mensilità o addirittura per ogni giorno di ritardo, creando un debito perpetuo impossibile da estinguere.

L’attività illecita avrebbe permesso all’indagato di acquistare due abitazioni, affittarne una terza e versare gli alimenti alla coniuge, dalla quale si era separato. In un caso avrebbe costretto un artigiano indebitato a eseguire lavori di ristrutturazione senza compenso.

Accortosi delle indagini, l’indagato ha contattato alcune vittime con una nuova utenza telefonica invitandole a non rivelare ai finanzieri la natura usuraria dei prestiti. Questo comportamento ha determinato l’adozione della misura cautelare. Nelle perquisizioni successive sono stati sequestrati ulteriori 17mila euro ritenuti profitto del reato. Le indagini proseguono con la ricostruzione delle operazioni e la raccolta di testimonianze di altre vittime.

Video del comunicato

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