Carabinieri

Torregrotta (ME): due sedicenti carabinieri arrestati per una truffa a un’anziana

Fermati in flagranza un 22enne e una 25enne residenti nel Catanese, accusati di truffa, rapina e sequestro di persona ai danni di un’anziana

Torregrotta, 19 ottobre 2026 – Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno arrestato in flagranza un 22enne e una 25enne, residenti in provincia di Catania e già noti alle forze dell’ordine. I due sono accusati, a vario titolo, di truffa aggravata, rapina aggravata e sequestro di persona commessi ai danni di un’anziana, oltre che di resistenza a pubblico ufficiale.

L’arresto è scaturito da un intervento di un equipaggio della Sezione Radiomobile di Milazzo e di una pattuglia della Stazione di San Pier Niceto (ME). I militari sono stati allertati nel pomeriggio di sabato scorso da una telefonata al numero di emergenza «112 NUE» effettuata dalla badante di una 85enne.

Tutto era cominciato con una telefonata ricevuta dall’anziana da parte di un sedicente Carabiniere. L’uomo le aveva chiesto di raccogliere tutti i soldi e i gioielli in suo possesso per verificarne la provenienza, in ragione di un possibile collegamento con una rapina non meglio indicata.

Poco dopo, a casa della vittima si è presentato un uomo, poi identificato nel 22enne. Secondo quanto emerso, è entrato con la forza e ha allontanato la badante, strappandole di mano il cellulare per impedirle di chiedere aiuto. Si è quindi chiuso in casa con l’anziana e si è impossessato dei suoi valori.

La badante è riuscita comunque a raggiungere l’abitazione di un vicino e a contattare il numero di emergenza. I Carabinieri sono giunti tempestivamente sul posto e hanno individuato l’uomo mentre tentava di fuggire da una finestra. Dopo una breve colluttazione, nonostante la resistenza opposta ai militari, è stato bloccato.

Contestualmente è stata fermata anche la 25enne, sorpresa in auto mentre attendeva l’uscita del complice dall’abitazione della vittima.

I due sono stati arrestati in flagranza e associati alle Case Circondariali di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) e di Messina, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Il comunicato ricorda che le Forze di polizia non chiedono mai di consegnare denaro, gioielli o altri oggetti di valore. In caso di richieste telefoniche di questo tipo, è necessario contattare subito il numero «112 NUE» per verificare l’identità del chiamante. La collaborazione delle vittime e dei cittadini resta un ausilio fondamentale per prevenire e reprimere questo fenomeno criminale.

Redazione GrNet - Sicurezza e Difesa

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