Finta onlus gestiva quattro stabilimenti balneari: recuperati un milione di euro

La Guardia di Finanza di Savona scopre una cooperativa sociale che operava come società commerciale per evadere le tasse
Savona, 22 maggio 2026 – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Savona ha concluso una verifica fiscale nei confronti di una cooperativa sociale che gestiva quattro stabilimenti balneari nei comuni di Albenga, Alassio, Bordighera e Ceriale. L’indagine ha accertato che l’ente operava come ordinaria società commerciale, sfruttando lo status di onlus per non versare le imposte sui redditi.
Secondo quanto emerso dalle operazioni, la cooperativa aveva l’obbligo di assumere almeno il trenta per cento del personale tra i lavoratori svantaggiati. Negli anni dal 2020 al 2025, invece, ha impiegato una percentuale sensibilmente inferiore di dipendenti con disabilità e ha corrisposto retribuzioni mensili in contanti a taluni lavoratori.
L’accesso dei finanzieri ha fatto emergere gravi irregolarità fiscali nella tenuta delle scritture contabili. I militari, sentiti tutti i lavoratori, hanno accertato che la cooperativa era totalmente priva di finalità mutualistica e sociale. I dipendenti, inquadrati formalmente come soci, non avevano mai partecipato alle assemblee obbligatorie per legge, non avevano versato alcuna quota sociale e non disponevano di poteri decisionali. L’ente era gestito dall’amministratore alassino come una società commerciale ordinaria.
I finanzieri hanno riclassificato la cooperativa come società di capitali e ricostruito induttivamente il volume d’affari, anche sulla base degli incassi di stabilimenti balneari simili nei medesimi comuni. L’evasione accertata ammonta a circa 800.000 euro nelle imposte dirette e nell’imposta regionale sulle attività produttive, più circa 110.000 euro di Iva mai versata. Per le retribuzioni in contanti, è stata applicata una sanzione di 5.000 euro per lavoratore.
L’operazione rientra nel contrasto all’economia sommersa, ossia alle attività economiche lecite ma «invisibili» allo Stato. Secondo l’Istat, il sommerso d’azienda rappresenta tra il dieci e il quindici per cento del Pil italiano, incidendo sul gettito fiscale e sulla competitività delle imprese in regola con gli obblighi normativi.




