Guardia di Finanza

Guardia di Finanza: nel 2025 scoperti 12mila lavoratori in nero e 128 casi di caporalato

L’operazione contro il lavoro sommerso ha portato a 774 denunce e sequestri per 186 milioni di euro. Accertate fatture false per quasi un miliardo

Roma, 29 maggio 2026 — Nel 2025 la Guardia di Finanza ha individuato circa 12mila lavoratori in nero e 16mila lavoratori irregolari nell’ambito del contrasto al lavoro sommerso e alle frodi nel mercato del lavoro. L’operazione ha portato a 774 denunce per reati tributari, di cui 10 arresti, e a sequestri per 186 milioni di euro.

Tra i reati accertati figurano 128 denunce per caporalato, con 5 arresti, a danno di 1.224 persone vittime di sfruttamento lavorativo. Sono state inoltre denunciate 64 persone per favoreggiamento dell’illegalità dello straniero e 225 per impiego di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno. L’azione ha accertato l’emissione di fatture per operazioni inesistenti con riferimento a illecita esternalizzazione di manodopera per circa 980 milioni di euro.

L’attività della Guardia di Finanza si è concentrata sia sul «lavoro nero», ossia rapporti di lavoro completamente non dichiarati, sia su situazioni di lavoro irregolare caratterizzate da apparente regolarità formale ma da condizioni economiche e contrattuali difformi da quelle effettivamente applicate. L’obiettivo è intercettare circuiti di illegalità economica che danneggiano l’erario, alterano le regole della concorrenza e comprimono i diritti dei lavoratori.

Tra le principali operazioni del 2025, il Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Milano ha eseguito a gennaio un sequestro preventivo di oltre 46 milioni di euro nei confronti di una società del settore trasporti e spedizioni per dichiarazione fraudolenta mediante fatture false. L’indagine ha accertato l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti negli anni 2022-2023, simulate per schermare somministrazioni di manodopera.

A settembre, il Nucleo di Torino ha eseguito un sequestro di 26,5 milioni di euro nei confronti di 9 persone fisiche e 10 persone giuridiche per illecite somministrazioni di manodopera dissimulate attraverso fittizi contratti di appalto nel settore della logistica. Le indagini hanno ricostruito un volume di fatture per operazioni inesistenti pari a oltre 100 milioni di euro nel periodo 2018-2023.

A febbraio, il Nucleo di Reggio Emilia ha eseguito un sequestro preventivo di circa 70 milioni di euro in un’operazione che ha coinvolto 179 indagati e 400 aziende, di cui 40 fittizie, per frodi fiscali, somministrazione illecita di manodopera e riciclaggio.

A ottobre, il Nucleo di Biella ha concluso un’indagine su sfruttamento di lavoratori stranieri originata dalla denuncia di un operaio vittima di grave incidente sul lavoro. L’operazione ha accertato ipotesi di caporalato, con cittadini stranieri costretti a turni prolungati senza pause adeguate, in condizioni igieniche precarie e senza protezioni individuali, a fronte di retribuzioni arbitrarie.

Video del comunicato

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