Sequestro di beni per oltre mezzo milione a un imprenditore di Catanzaro
Beni intestati o riconducibili all’uomo, già condannato per associazione di tipo mafioso
Catanzaro, 12 ottobre 2026 – La Direzione investigativa antimafia (DIA) e la Questura di Catanzaro hanno eseguito un decreto di sequestro di beni finalizzato alla confisca, emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione. Il provvedimento riguarda un imprenditore catanzarese attivo nei settori della nautica e della rappresentanza di ricambi industriali.
La misura è stata disposta per la ritenuta pericolosità sociale ai sensi dell’art. 4, lettere a) e b), del decreto legislativo n. 159/2011, fondata sul coinvolgimento dell’uomo in plurimi procedimenti penali in contesti criminali di tipo organizzato. Il provvedimento scaturisce dagli accertamenti economico-patrimoniali disposti congiuntamente dal direttore della DIA e dal questore di Catanzaro, Autorità provinciale di pubblica sicurezza, ai sensi dell’art. 17, comma 1, del decreto legislativo n. 159/2011.
L’imprenditore è stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione per associazione di tipo mafioso con sentenza della Corte di Appello di Catanzaro del 24 febbraio 2026, nell’ambito dell’operazione «BASSO PROFILO» della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Catanzaro.
Secondo le risultanze investigative, l’uomo sarebbe una figura organica alla locale di ‘ndrangheta di Cutro, di riferimento per l’articolazione facente capo alla cosca «Bagnato» di Roccabernarda (KR). Dal 2005 avrebbe apportato alla cosca un contributo «imprenditoriale» su Catanzaro, ponendosi al vertice di un’organizzazione in grado di produrre fatture per operazioni inesistenti in modo sistematico, per soddisfare le esigenze di altri imprenditori riconducibili a consorterie mafiose alleate.
Gli ulteriori approfondimenti hanno permesso di individuare beni patrimoniali intestati o riconducibili all’imprenditore, ritenuti frutto di attività illecite o del loro reimpiego. Gli investigatori hanno evidenziato una sproporzione tra il valore di tali beni e i redditi dichiarati.
Il sequestro ha riguardato un’attività d’impresa (srl) con sede a Catanzaro, due quote societarie, cinque immobili, due beni mobili, tra cui un’autovettura e un orologio Rolex, e tre rapporti finanziari, cioè polizze vita e buoni fruttiferi. Il valore complessivo dei beni sequestrati è di oltre mezzo milione di euro.
Secondo quanto comunicato, l’operazione si inserisce nelle attività istituzionali finalizzate ad aggredire le ricchezze illecite acquisite e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti delinquenziali, a tutela della parte sana del tessuto economico nazionale.






