Sequestro da 1,5 milioni a due imprenditori romani per riciclaggio e frodi fiscali

La Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento del Tribunale. Gli indagati avrebbero sostenuto un clan camorristico napoletano
Roma, 14 luglio 2026 – La Guardia di Finanza di Roma ha eseguito il sequestro di beni per un valore di oltre 1,5 milioni di euro nei confronti di due imprenditori romani, ritenuti «socialmente pericolosi» per reati fiscali, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Roma su proposta della Procura della Repubblica, sulla base delle investigazioni condotte dal Nucleo di Polizia Economica-Finanziaria.
Le indagini hanno accertato che i due soggetti sarebbero abitualmente dediti a traffici delittuosi di natura economica, accumulando risorse illecite per sostenere un tenore di vita sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e per reinvestire i capitali illeciti nel sistema economico legale. In particolare, avrebbero agevolato l’operatività imprenditoriale di un clan camorristico della provincia di Napoli attraverso la costituzione di società nel territorio capitolino, fittiziamente intestate a soggetti compiacenti, operanti nel settore della commercializzazione di prodotti lattiero-caseari e ortofrutticoli.
Le condotte fraudolente, poste in essere a partire dal 2010, erano finalizzate alla commissione di illeciti fiscali e a rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva, pregiudicando la pretesa erariale attraverso un fittizio impoverimento del patrimonio delle società. Ciò consentiva il reimpiego dei profitti illeciti in altre realtà imprenditoriali.
Il sequestro riguarda unità immobiliari nel comune di Roma, un autoveicolo e disponibilità finanziarie già sottoposti a sequestro penale in precedenti attività investigative. Il decreto è stato disposto ai sensi del Codice Antimafia, in attesa del contraddittorio nel procedimento di prevenzione volto alla verifica dei presupposti per la confisca definitiva dei beni.




