Roma, sequestrati beni per 5 milioni a imprenditore di Pomezia

I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito un provvedimento antimafia del Tribunale. Villa di lusso e conti correnti sotto sequestro preventivo
Roma, 30 luglio 2026 – I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno eseguito il sequestro di beni per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro nei confronti di un imprenditore locale di Pomezia, ritenuto socialmente pericoloso. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale Ordinario di Roma – Sezione Penale specializzata in Misure di Prevenzione, su proposta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia.
L’operazione è scaturita da mirati accertamenti patrimoniali e finanziari che hanno consentito di ricostruire il profilo e la carriera criminale del proposto, nonché di individuare il suo ingente patrimonio, ritenuto frutto di attività illecite. Gli investigatori hanno delineato un solido quadro indiziario circa la pericolosità sociale dell’imprenditore, fondata su numerosi procedimenti penali conclusi con sentenze di condanna o definiti per prescrizione.
I reati contestati, commessi a partire dal 1986, includono associazione per delinquere, truffa ai danni dello stato, sottrazione al pagamento delle imposte, occultamento di documentazione contabile, violazione della legge sugli stupefacenti, insolvenza fraudolenta e bancarotta fraudolenta. La pericolosità sociale si è estrinsecata principalmente nell’ambito dei reati societari, attuati tramite società cosiddette cartiere intestate a soggetti fiduciari.
L’analisi dei flussi finanziari ha evidenziato una significativa sproporzione tra il valore dei beni nella disponibilità dell’imprenditore e del suo nucleo familiare e il reddito dichiarato o l’attività economica svolta. Il sequestro preventivo riguarda un’imponente villa di lusso situata nel comune di Pomezia, conti correnti riconducibili al proposto e al suo nucleo familiare, oltre ad altri beni di valore.
Il decreto è stato adottato nell’ambito della procedura per l’applicazione di una misura di prevenzione, in attesa del contraddittorio che avrà luogo nel relativo procedimento di prevenzione, volto alla verifica della sussistenza dei presupposti per la confisca dei beni.








