Porto della Spezia, sequestrati 65 fucili da softair che erano vere armi

La Guardia di finanza e l’Agenzia delle Dogane hanno scoperto che i fucili, provenienti dalla Slovenia e diretti in Cile, superavano i limiti di potenza consentiti
La Spezia, 11 giugno 2026 – I finanzieri del Comando provinciale della Spezia, insieme a funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno sequestrato nel porto cittadino un carico di 65 fucili dichiarati in dogana come strumenti per il softair, ma risultati essere vere armi da sparo. Il lotto proveniva dalla Slovenia ed era diretto in Cile, con un valore commerciale stimato di circa 70.000 euro.
Gli accertamenti tecnici e documentali hanno rivelato che i fucili, con calibro variabile tra 4,5 e 9 millimetri, avevano una potenza di uscita del proiettile compresa fra 50 e 120 joule. Si tratta di valori ben superiori al limite di 7,5 joule previsto per gli strumenti ad aria compressa di libera vendita. Per questa ragione sono stati riclassificati come armi comuni da sparo secondo la normativa vigente.
Le armi erano inoltre prive della prescritta licenza, in violazione delle disposizioni del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato violazioni anche delle norme del Codice penale in materia di fabbricazione, introduzione nello Stato e commercio abusivo di armi.
L’intero lotto è stato sottoposto a sequestro e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che procederà alle valutazioni di competenza in ordine alle responsabilità dei soggetti coinvolti. L’operazione rientra nell’attività congiunta di Guardia di finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel contrasto della filiera di produzione, introduzione e commercio di armi in violazione della normativa vigente.






