Guardia di Finanza

Bancarotta fraudolenta a Cassino, sequestro preventivo della Guardia di Finanza

Società di panificazione in liquidazione: accertati trasferimenti illeciti a due nuove imprese dello stesso nucleo familiare

Cassino, 22 maggio 2026 – La Guardia di Finanza di Frosinone ha eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di una società di Cassino in liquidazione giudiziaria, operante dal 2018 nel settore della panificazione. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino, riguarda il reato ipotizzato di bancarotta fraudolenta.

Le indagini, delegate dalla Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Carlo Fucci al Gruppo di Cassino, hanno rilevato l’assenza sostanziale di documentazione amministrativo-contabile e beni aziendali presso la sede sociale, nonostante i bilanci indicassero attivi patrimoniali, disponibilità liquide, crediti e beni strumentali.

Gli accertamenti hanno accertato che, dopo la cessazione formale dell’attività, l’impresa è proseguita di fatto senza soluzione di continuità attraverso due nuove società operanti rispettivamente nella vendita al dettaglio e nella produzione di prodotti da forno. Entrambe le nuove imprese risultano riconducibili al medesimo nucleo familiare.

Le verifiche hanno documentato che le due società operavano negli stessi locali, utilizzavano i medesimi strumenti di lavoro, impiegavano lo stesso personale dipendente e mantenevano gli stessi rapporti commerciali con clienti e fornitori della società originaria. Dalle banche dati della Guardia di Finanza è emerso che la società in liquidazione giudiziale risultava gravemente inadempiente, con omissione sistematica dei versamenti fiscali e contributivi dal 2019 e un’esposizione debitoria verso l’Erario superiore a 800.000 euro.

Il giudice ha ritenuto sussistenti indizi concreti di bancarotta fraudolenta, evidenziando che la cessazione della società non aveva determinato una reale interruzione dell’attività imprenditoriale, ma un trasferimento sostanziale e non formalizzato dell’intero complesso aziendale alle due nuove imprese, in grado di generare fatturati annui per oltre 700 mila euro. Il sequestro preventivo riguarda il complesso produttivo, i beni aziendali, le liquidità correnti e i depositi bancari.

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