Milano, smantellata «banca occulta» che riciclava proventi illeciti

Sette indagati per frode fiscale e riciclaggio. Sequestrati 2,5 milioni di euro in due operazioni
Milano, 10 luglio 2026 – La Guardia di Finanza ha smantellato un sofisticato sistema di riciclaggio di denaro basato su una «banca occulta» utilizzata per evadere il fisco. Sette persone sono state raggiunte da misure cautelari: quattro agli arresti domiciliari, un commercialista sottoposto al divieto di esercitare attività professionale, uno all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e uno all’obbligo di dimora. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha portato al sequestro preventivo di oltre 810 mila euro.
L’indagine segue le perquisizioni del 15 maggio scorso, nel corso delle quali erano stati sequestrati denaro e beni per oltre 1,7 milioni di euro. In totale, i beni sottoposti a sequestro ammontano a 2,5 milioni.
Il circuito illecito operava secondo uno schema articolato in quattro fasi. Società cartiere, gestite da prestanome italiani e stranieri, emettevano fatture per operazioni inesistenti verso imprese italiane del settore dei metalli ferrosi: il volume complessivo delle false fatturazioni raggiungeva oltre 134 milioni di euro. Le imprese beneficiarie pagavano le fatture fittizie, abbattendo così il proprio reddito imponibile.
Il denaro veniva quindi trasferito all’estero attraverso un sodalizio cinese, che lo spostava su conti riconducibili ad altri connazionali: oltre 80 milioni di euro l’importo accertato dei trasferimenti. Infine, l’importo corrisposto per le false fatture veniva immediatamente restituito agli imprenditori italiani in contanti, mediante corrieri incaricati dai broker cinesi, al netto di una commissione per il servizio illegale.
Lo schema rientra nel meccanismo dell’«underground banking system», il trasferimento di denaro contante al di fuori dei canali finanziari ufficiali per aggirare i presidi antiriciclaggio. Un appartamento a Milano fungeva da punto di raccolta e smistamento del denaro contante, vera e propria sede della «banca occulta». Durante le perquisizioni di maggio, i Finanzieri vi hanno rinvenuto oltre 120 mila euro in contanti e diverse macchine conta-soldi di ultima generazione, capaci di leggere e memorizzare i numeri seriali delle banconote.
Tra gli indagati figura anche un commercialista che, secondo l’indagine, avrebbe fornito assistenza all’organizzazione per strutturare la rete di società cartiere incaricate dell’emissione delle false fatture.




