L’elettrificazione europea tra ambizioni e vincoli: cinque leve per evitare la prossima crisi energetica

Secondo un’analisi pubblicata dall’European Council on Foreign Relations (ECFR), l’Unione europea ha identificato nell’elettrificazione il nuovo pilastro della sua strategia energetica per uscire dalla vulnerabilità geopolitica legata alla dipendenza dai combustibili fossili. Il tasso di elettrificazione—la quota di energia elettrica nel consumo finale—era fermo al 23,4% nel 2024, appena superiore al 22,2% del 2007. L’obiettivo comunitario, fissato nel Clean Industrial Deal del 2025, è raggiungere almeno il 32% entro il 2030, un salto che richiede un incremento di 6,6 punti percentuali in sei anni, equivalente allo sforzo che la Cina ha compiuto tra il 2015 e il 2021 con massicci investimenti pubblici.
L’analisi sottolinea che questa transizione è urgente non solo per ragioni climatiche, ma anche geopolitiche. L’eccessiva dipendenza europea dai combustibili fossili importati—in particolare da Stati Uniti e fornitori non russi—indebolisce la posizione negoziale dell’UE nei confronti di potenze come Washington e Pechino. Il recente aumento di 24 miliardi di euro nei costi delle importazioni di combustibili fossili, seguito alla chiusura dello Stretto di Hormuz, ha reso ancora più acuta la consapevolezza della vulnerabilità energetica europea.
L’ECFR identifica cinque approcci concreti per raggiungere il target. Primo, rimuovere i colli di bottiglia infrastrutturali: la Spagna, pur ricca di capacità solare, può trasmettere solo il 2% della sua potenza installata verso la Francia e oltre. Il pacchetto reti annunciato dalla Commissione nel dicembre 2025 deve essere convertito rapidamente in legge. Secondo, ampliare l’accesso sociale all’elettrificazione, non limitandosi ai segmenti più ricchi della popolazione: espandere il trasporto pubblico, replicare il modello francese di leasing sociale per i veicoli elettrici, e accelerare la rete di ricarica pubblica, attualmente in ritardo rispetto ai target 2030.
Terzo, modificare la tassazione energetica: attualmente i consumatori industriali pagano circa tre volte più tasse sull’elettricità che sul gas. La proposta della Commissione del 2021 di emendare la direttiva sulla tassazione energetica è bloccata dall’opposizione di Stati membri come Italia e Polonia. Quarto, mantenere il supporto ai produttori europei di tecnologie elettrificate, evitando una dipendenza totale dalle importazioni cinesi, pur riconoscendo che per il fotovoltaico la capacità manifatturiera europea è già largamente scomparsa. Quinto, aumentare significativamente i finanziamenti: la Commissione dovrebbe elevare gli stanziamenti per il Connecting Europe Facility nel prossimo bilancio pluriennale 2028-34, e considerare il ricorso a indebitamento congiunto per coprire i costi della transizione.
L’ECFR sottolinea inoltre che le tecnologie di elettrificazione sono diventate più convenienti e performanti: nel 2025 in Germania le pompe di calore hanno superato le caldaie a gas nelle vendite, e le registrazioni di veicoli elettrici in Europa sono cresciute del 50% tra marzo 2025 e marzo 2026. Tuttavia, per tradurre il target in realtà vincolante, la Commissione dovrebbe proporre obiettivi di elettrificazione obbligatori per gli Stati membri, sul modello del regolamento sulla condivisione dello sforzo climatico, anziché limitarsi a comunicazioni non vincolanti.
L’analisi dell’ECFR tocca un punto critico per la resilienza strategica europea: la dipendenza energetica non è solo un problema economico, ma una leva di coercizione geopolitica che limita la capacità dell’UE di agire autonomamente. Per l’Italia in particolare, il tema della tassazione energetica e della riforma della direttiva sulla tassazione rappresenta un nodo politico delicato, ma l’articolo suggerisce che la sicurezza energetica dovrebbe prevalere su considerazioni di sovranità fiscale. Il richiamo a target vincolanti per gli Stati membri, anziché mere comunicazioni, rispecchia una lezione che la NATO conosce bene: gli impegni senza meccanismi di enforcement rimangono lettera morta.
Fonte: ECFR · Pubblicato il 6 maggio 2026



