Guardia di finanza: irregolarità in 9 centri di immersione, sanzioni per 90mila euro

Controlli sui laghi del Nord Italia. Violate le norme sulla manutenzione delle attrezzature e i titoli abilitativi degli istruttori
Como, 6 agosto 2026 – Il Servizio Navale della Guardia di finanza ha concluso controlli su 20 centri di immersioni operanti sui laghi Maggiore, di Lugano, di Como, d’Orta, d’Iseo e di Garda, oltre che sui tratti dei fiumi Mincio e Po nelle province di Mantova e Cremona. L’ispezione ha verificato l’applicazione delle disposizioni introdotte dalla Legge 7 maggio 2026, n. 70 «Valorizzazione della risorsa mare», entrata in vigore il 10 maggio scorso.
Dalle verifiche sono emerse irregolarità in 9 strutture, per le quali sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 90.000 euro. Le principali violazioni riguardano la mancata manutenzione delle attrezzature e degli equipaggiamenti, l’assenza di dotazioni di primo soccorso, l’omissione dell’iscrizione nel registro delle imprese e la mancanza dei titoli abilitativi per lo svolgimento della professione di istruttore subacqueo.
La legge n. 70/2026 ha introdotto per la prima volta una disciplina completa dell’attività subacquea ricreativa. I centri di immersione e addestramento, sia in forma d’impresa che di organizzazione no-profit, devono rispettare requisiti precisi: iscrizione al registro delle imprese, sede per attività teoriche, attrezzature conformi alle normative Ue, dotazioni di primo soccorso e coperture assicurative obbligatorie per responsabilità civile verso terzi e collaboratori. Gli istruttori e le guide subacquee devono essere maggiorenni, in possesso del brevetto rilasciato da organizzazione didattica riconosciuta, dotati di certificato medico valido e coperti da polizza assicurativa.
La normativa impone inoltre la tenuta di un registro delle immersioni con annotazioni obbligatorie prima e dopo ogni immersione (brevetti, orari, profondità, strumentazione), da conservare per almeno sei mesi. È fissato anche il numero massimo di sei subacquei per ogni istruttore o guida.
L’operazione rientra nelle iniziative della Guardia di finanza per la tutela dell’economia legale e della sicurezza degli utenti che frequentano i bacini lacuali e fluviali del Nord Italia.






