Frodi sui bonus edili: sequestrati 160 milioni. Coinvolte due organizzazioni criminali

La Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di oltre 240 soggetti su tutto il territorio nazionale
Salerno, 17 giugno 2026 — La Guardia di Finanza di Salerno ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni e valori per un importo complessivo di circa 160 milioni di euro. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno, riguarda oltre 240 soggetti tra persone fisiche e giuridiche distribuiti su tutto il territorio nazionale, con particolare concentrazione tra la Campania e altre nove regioni: Lazio, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto.
Le indagini, coordinate dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno, hanno ricostruito un sistema illecito finalizzato a truffe ai danni dello Stato nel settore degli incentivi statali per interventi edili, tra cui «Bonus facciate», «Superbonus 110», «Ecobonus» e «Sismabonus». Il meccanismo fraudolento coinvolgerebbe due organizzazioni criminali con base nella provincia di Salerno, con la partecipazione di professionisti e imprenditori. Nove soggetti hanno ricevuto notifica di avviso di fissazione di interrogatorio preventivo per l’eventuale applicazione di misure cautelari personali.
Secondo gli accertamenti, la frode si fonderebbe sull’utilizzo di oltre 80 società ubicate su tutto il territorio nazionale, la quasi totalità risultate fittizie, prive di sede operativa, dipendenti e strutture imprenditoriali. Queste società avrebbero documentalmente eseguito interventi di riqualificazione edilizia su circa 200 immobili, lavori in realtà mai realizzati. Alcuni immobili sarebbero di proprietà degli indagati, altri apparterrebbero a soggetti estranei ai fatti, inclusi privati cittadini ed enti pubblici.
Ruolo determinante sarebbe stato quello di due professionisti contabili, promotori delle associazioni a delinquere ipotizzate, che avrebbero costituito le società e trasmesso comunicazioni sulla piattaforma «cessione crediti» dell’Agenzia delle Entrate, generando milioni di euro in crediti fittizi. Questi crediti sarebbero stati successivamente monetizzati mediante cessione a società ignare o utilizzati in compensazione per il pagamento di imposte, creando un doppio danno all’erario.
Nel corso delle indagini è stata ottenuta la liquidazione giudiziale di una società salernitana utilizzata per bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio, oltre alla creazione di crediti fittizi. La stessa società avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 335 milioni di euro. È stato inoltre ipotizzato il reato di riciclaggio e autoriciclaggio per un valore complessivo di circa 17 milioni di euro, in alcuni casi mediante trasferimenti di denaro all’estero verso Cina, India e Pakistan.
Le indagini, sviluppate attraverso un approccio multidisciplinare, hanno integrato approfondimenti documentali, fiscali e contabili con metodologie investigative tradizionali e strumenti tecnologicamente avanzati, inclusi appostamenti, pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, analisi forense di dispositivi informatici e tracciamento di indirizzi IP.






