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Bombe sporche e minacce radiologiche: l’Europa deve colmare il divario nella rilevazione

Secondo un’analisi dell’European Council on Foreign Relations (ECFR), l’Europa affronta una crescente minaccia di attacchi radiologici in seguito al deterioramento del controllo centralizzato sulle scorte nucleari iraniane. Dopo la morte della Guida suprema Ali Khamenei a febbraio, l’autorità effettiva si è dispersa tra i comandanti della Guardia rivoluzionaria islamica nelle 31 province, creando incertezza su quali entità controllino effettivamente i siti di stoccaggio del materiale fissile. Sebbene le scorte iraniane di uranio-235 arricchito al 60% (circa 440 chilogrammi secondo le valutazioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica di giugno 2025) risultino insufficienti per un’arma nucleare, rappresentano un pericolo straordinario dal punto di vista radiologico e sabotaggi.

Il rischio concreto è quello di un attacco terroristico radiologico o «bomba sporca»: un dispositivo progettato per disperdere materiale radioattivo in uno spazio pubblico. Gli agenti chimici, biologici, radiologici e nucleari (CBRN) si rivelano particolarmente efficaci nella guerra ibrida perché generano panico e disordine sociale sproporzionato rispetto al loro effetto fisico reale, e l’attribuzione della responsabilità rimane spesso impossibile. L’analisi sottolinea come la combinazione tra il controllo decentralizzato di grandi quantità di materiale radioattivo e la mobilitazione della «asse della resistenza» degli alleati iraniani nel Medio Oriente crei uno scenario credibile di minaccia radiologica.

L’Europa dispone di una rete di monitoraggio radiologico ambientale relativamente sviluppata, ma la densità di copertura è estremamente disomogenea, soprattutto nell’Europa centrale, e rimane concepita per incidenti nelle centrali nucleari e disastri ecologici. Manca completamente una griglia di rilevazione urbana per minacce puntuali: nelle metropolitane, nei hub di trasporto, nei centri commerciali e negli edifici pubblici. Sebbene alcuni aeroporti, valichi di frontiera e porti dispongano di sensori aggiuntivi, questa non è una pratica standard. Un materiale radioattivo collocato in un centro commerciale potrebbe restare inosservato per un periodo significativo.

L’ECFR evidenzia come nessun sistema europeo sia paragonabile al programma americano «Securing the Cities», che impiega oltre 35.000 sensori radiologici nelle aree urbane di città ad alto rischio come New York, Los Angeles e Chicago. Un sistema europeo, costruito un quarto di secolo dopo, potrebbe essere ancora più avanzato tecnologicamente, con sensori permanentemente integrati direttamente nelle infrastrutture urbane e collegati in tempo reale tra le città.

L’analisi propone tre dimensioni d’intervento: istituzionale, con la Commissione europea come coordinatrice di un’architettura di rilevazione CBRN paneuropea; infrastrutturale, con il dispiegamento di sistemi di rilevazione radiologica nei principali nodi di trasporto urbano e lo sviluppo di protocolli di risposta per i servizi municipali; e coordinamento, attraverso una stretta cooperazione tra Stati membri e strutture europee robuste. L’ECFR suggerisce di utilizzare il modello che ha reso Copernicus e Galileo asset strategici europei, piuttosto che collezioni di programmi nazionali frammentati.

L’analisi dell’ECFR tocca un punto operativo cruciale spesso sottovalutato nel dibattito sulla difesa europea: la vulnerabilità delle infrastrutture urbane critiche a minacce CBRN non convenzionali. Per l’Italia, che ospita infrastrutture strategiche nel Mediterraneo e snodi di trasporto internazionali, la frammentazione nazionale nella rilevazione radiologica rappresenta un gap reale. La proposta di coordinamento europeo attraverso la Commissione rispecchia la logica della sovranità condivisa in ambiti dove la minaccia è transnazionale, ma richiede chiarezza su chi comanda la risposta operativa in caso di allarme—questione dove la dottrina NATO e quella dell’UE ancora non convergono pienamente.


Fonte: ECFR · Pubblicato il 27 aprile 2026

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