Esercito, prima conferenza dottrinale sulla Divisione in combattimento

Presso la Cecchignola lo Stato Maggiore affronta le sfide dei nuovi scenari, dal trench warfare al cognitive warfare
Si è conclusa presso il Comando Trasmissioni della Città Militare della Cecchignola la 1ª Conferenza Dottrinale e Addestrativa dell’Esercito, organizzata dallo Stato Maggiore. L’evento ha rappresentato il punto di arrivo di un semestre intenso durante il quale Comandi e unità hanno condotto numerosi workshop, seminari ed esercitazioni le cui risultanze costituiranno la base per lo sviluppo futuro della dottrina militare.
Il focus principale della conferenza è stato il ruolo della Divisione in combattimento, declinato attraverso diverse Combat Function. Tra i temi affrontati figurano l’implementazione dei Posti Comando digitalizzati, il wargaming, il trench warfare, il combattimento nei sotterranei e lo sviluppo di modelli di opposing forces per l’addestramento. L’evento ha coinvolto i Comandanti e gli staff di tutti i Comandi e le unità della Forza Armata, con la partecipazione estesa anche a professionisti civili del settore.
Una giornata intera è stata dedicata al Cognitive Warfare, tema emergente nella competizione nella dimensione cognitiva. Esperti civili e militari hanno analizzato la materia da molteplici prospettive: biologiche, psicologiche, legali, sociali, culturali e militari. L’Esercito ha valorizzato le iniziative portate avanti nel periodo recente, presentando tool informativi e formativi per addestrare il personale a questo tipo di scenario.
Il Generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario, Comandante delle Forze Operative Terrestri, ha sottolineato come la capacità di adattamento sia l’elemento chiave per vincere le sfide poste dai moderni scenari. Il Generale di Divisione Federico Bernacca, Capo del III RIF-COE, ha rimarcato la centralità del ruolo della Divisione nel cambio di paradigma sul warfighting, evidenziando come la conferenza abbia intercettato problematiche comuni ai principali eserciti alleati.
Alla conclusione dei lavori, il Generale di Corpo d’Armata Salvatore Cuoci, Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha evidenziato come le implicazioni nella condotta delle operazioni superino i confini della sfera militare tradizionale per investire la dimensione informativa e psicologica. Il Cognitive Warfare rappresenta una forma di confronto continuo che ha come bersaglio il modo in cui individui e collettività percepiscono la realtà e assumono decisioni.
Secondo Cuoci, la risposta più efficace risiede nella costruzione preventiva della “resilienza cognitiva” attraverso investimenti costanti in cultura, formazione e pensiero critico. Ciò richiede una sinergia strutturata tra Forze Armate, Istituzioni, mondo accademico e società civile, in un contesto di profonda instabilità internazionale.






