Polizia di Stato

Catania, cinque fermati per tentato omicidio legato al clan Cappello-Bonaccorsi

La Polizia di Stato ha eseguito un provvedimento di fermo della Procura Distrettuale nei confronti di cinque indagati per una sparatoria avvenuta l’11 giugno nel quartiere San Giovanni Galermo

Catania, 1 luglio 2026 – La Polizia di Stato di Catania ha eseguito il 26 giugno un provvedimento di fermo emesso dalla Procura Distrettuale nei confronti di cinque soggetti ritenuti gravemente indiziati di tentato omicidio, porto abusivo di armi e munizioni, aggravati dall’articolo 416 bis 1, comma 2 del codice penale per aver commesso il fatto al fine di agevolare l’associazione mafiosa denominata clan «Cappello-Bonaccorsi». Un sesto indagato è stato fermato per favoreggiamento aggravato. Quattro dei fermati sono stati rintracciati a Floridia (SR), due a Catania.

Gli eventi risalgono alla sera dell’11 giugno 2026, intorno alle 23:49, quando nel quartiere San Giovanni Galermo furono segnalati diversi colpi di arma da fuoco. Sul posto gli agenti recuperarono numerosi bossoli vicino a un chiosco e una pistola nei pressi di un campetto di calcio. Poco dopo, tre minori si presentarono al Policlinico con ferite da arma da fuoco in diversi punti del corpo; uno rimane tuttora ricoverato presso l’ospedale Cannizzaro.

Nel corso della stessa notte, una pattuglia dei Carabinieri intercettò in via San Paolo a Gravina di Catania tre scooter con sei persone a bordo, travisate. Durante l’inseguimento, il passeggero di uno dei motoveicoli si disfa di una pistola calibro 9×21 con colpo in canna, risultata oggetto di furto. L’uomo indossava una protezione balistica improvvisata con libri, coperte e nastro isolante.

L’analisi della videosorveglianza ha permesso alla Squadra Mobile di ricostruire la dinamica: un comando armato di sei persone su tre motocicli aveva aperto il fuoco in direzione di giovani presenti sulla piazza. Due di loro, avvertiti dell’arrivo degli scooter, si erano posizionati armati e avevano ricambiato il fuoco. Uno dei giovani rimase colpito e abbandonò una pistola semiautomatica nel parco.

Grazie all’analisi dei filmati, la Squadra Mobile ha identificato e arrestato il minorenne che aveva sparato e rimasto ferito, nonché il secondo giovane che si era nascosto dietro il chiosco. Quest’ultimo, rintracciato il 17 giugno in San Giovanni Galermo, è stato associato al carcere di Catania Bicocca.

Le indagini successive hanno accertato che alla base del conflitto vi era una fibrillazione interna tra due componenti del clan «Cappello-Bonaccorsi». Attraverso testimonianze, intercettazioni telefoniche e analisi del traffico, gli investigatori hanno identificato i cinque componenti del comando armato, che dopo la sparatoria si erano nascosti in varie località (Adrano, Siracusa, Giardini-Naxos e Catania) con l’aiuto di un factotum. Un loro punto di riferimento detenuto in carcere avrebbe ordinato anche un sequestro di persona.

La notte del 26 giugno, la Squadra Mobile ha localizzato quattro componenti del gruppo in una struttura ricettiva a Floridia e catturato altri due a Catania. Durante le perquisizioni è stata rinvenuta una pistola calibro 6,35 presso l’abitazione di uno dei fermati. Uno scooter utilizzato nella sparatoria e i dispositivi telefonici sono stati sequestrati.

Ad esito delle udienze di convalida, i giudici per le indagini preliminari hanno convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per cinque dei sei indagati. Per il sesto, fermato per favoreggiamento aggravato, il provvedimento non è stato convalidato, ma è stata disposta la misura degli arresti domiciliari.

Video del comunicato

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