MediterraneoOsservatorio Strategico

Sudan, tre anni di guerra e la sfida della transizione civile

Secondo un’analisi pubblicata da Chatham House, il conflitto sudanese entra nel quarto anno senza prospettive di risoluzione rapida, mentre la crisi umanitaria rimane la peggiore al mondo. La conferenza internazionale tenutasi a Berlino il 15 aprile 2026 rappresenta l’ultimo sforzo per mobilitare l’attenzione globale, sebbene con aspettative contenute circa la possibilità di raggiungere un cessate il fuoco immediato.

Sul piano militare, le Forze Armate Sudanesi (SAF) del generale Abdel-Fatah al-Burhan controllano il nord e l’est del paese, mentre le Rapid Support Forces (RSF) del generale Mohamed Hamdan Dagalo dominano l’ovest. I combattimenti si concentrano attualmente nel centro e nel sud-est, nelle tre regioni del Kordofan e nei bacini del Nilo Azzurro e Bianco. Nessuno dei due schieramenti appare in grado di conseguire una vittoria totale, e entrambi cercheranno ulteriori guadagni territoriali prima della stagione delle piogge (giugno-settembre). Nel frattempo, i civili continuano a essere colpiti indiscriminatamente, con entrambi i belligeranti che intensificano l’uso di droni di provenienza esterna contro infrastrutture civili.

La situazione è ulteriormente complicata dagli interessi regionali contrastanti. Arabia Saudita, Egitto, Turchia e Qatar hanno rafforzato l’allineamento reciproco, mentre Emirati Arabi Uniti e Israele mostrano segni di convergenza. Queste alleanze sono spesso compartimentalizzate, con paesi che si presentano come alleati su una questione e avversari su un’altra. La competizione tra questi attori regionali ostruisce progressi diplomatici significativi.

Il panorama diplomatico risulta frammentato. Sudan dispone di una Troika (Stati Uniti, Regno Unito, Norvegia), un Quad (USA, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti) e un Quintet (Unione Africana, Unione Europea, Intergovernmental Authority on Development, Lega Araba, Nazioni Unite), ma questi meccanismi soffrono di mancanza di coordinamento. Il Quad ha guadagnato trazione nel 2025 con principi condivisi, tra cui il riconoscimento che non esiste soluzione militare viable e l’impegno per una transizione civile sudanese indipendente. Tuttavia, non ha fatto progressi nel bloccare il sostegno militare, finanziario e politico esterno ai belligeranti.

La conferenza di Berlino ha assicurato impegni umanitari vitali per oltre 1,5 miliardi di euro, con l’Unione Europea e i suoi stati membri che hanno promesso 764 milioni di euro e il Regno Unito 165 milioni. Un risultato significativo è stata la dichiarazione congiunta del Quintet che chiede la fine della guerra e l’avanzamento di un processo politico sudanese guidato dai civili, in contrasto con le critiche del governo de facto allineato alle SAF e le obiezioni della coalizione Tasis legata alle RSF.

L’analisi sottolinea che Sudan necessita urgentemente di un processo politico credibile e inclusivo, supportato da una facilitazione internazionale coerente. Il Quintet dovrebbe incoraggiare il dialogo politico inter-sudanese fondato sulla partecipazione civile diffusa, con attori democratici non allineati in primo piano, senza controllo dei belligeranti. Per essere efficace, qualsiasi processo supportato dal Quintet deve coordinarsi con il Quad, la Troika e altri attori mediatori sotto un unico ombrello coerente.

La frammentazione dei meccanismi di mediazione internazionali riflette una dinamica ricorrente nelle crisi africane: la sovrapposizione di piattaforme diplomatiche parallele riduce efficacia anziché ampliarla. Per l’Italia, membro della Troika attraverso il ruolo europeo, emerge l’importanza di rafforzare il coordinamento tra le strutture esistenti piuttosto che moltiplicarle. La centralità attribuita ai civili sudanesi nel processo di Berlino rappresenta un cambio di prospettiva rispetto agli approcci precedenti, ma richiede che le potenze regionali accettino di limitare il proprio controllo sulla transizione—scenario tutt’altro che scontato.


Fonte: Chatham House · Pubblicato il 20 aprile 2026

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio