Frode sul Sismabonus: sequestrati 2,9 milioni a Messina

La Guardia di Finanza smantella un sodalizio che ha generato crediti d’imposta inesistenti. Denunciate nove persone e due società
Messina, 28 luglio 2026 – La Guardia di Finanza ha concluso un’indagine contro un sodalizio criminale operante nel comprensorio di Sant’Agata di Militello, accusato di aver generato crediti d’imposta inesistenti per oltre 2,9 milioni di euro connessi al «Sismabonus acquisti». I Finanzieri della Tenenza di Sant’Agata di Militello, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti, hanno denunciato nove persone fisiche e due persone giuridiche per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e false asseverazioni.
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Patti ha disposto il sequestro preventivo di disponibilità liquide e beni mobili e immobili per un valore di 2.903.600 euro, corrispondente al profitto delle fattispecie delittuose contestate.
Secondo l’indagine, i crediti di imposta inesistenti sono stati generati con la complicità di due ingegneri, che hanno falsamente attestato l’esecuzione di lavori edili in realtà mai avvenuti o eseguiti solo in parte. I proprietari degli appartamenti condominiali hanno ceduto i crediti attraverso «cessione del credito» e «sconto in fattura» applicati dalla compagine societaria che ha effettuato gli interventi. Gran parte dei crediti è stata poi monetizzata dai responsabili mediante successive cessioni a soggetti terzi.
L’indagine ha rivelato un sistema articolato di frode basato su false asseverazioni e attestazioni tecniche, dichiarazioni mendaci sullo stato di avanzamento dei lavori, computi metrici estimativi falsi, certificati di collaudo statico e certificati di prove di resistenza e trazione contraffatti. Gli indagati hanno rappresentato il sostenimento di costi per lavori di riduzione del rischio sismico su un complesso condominiale a Sant’Agata di Militello, in realtà eseguiti solo in parte.
L’operazione rientra nell’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi fiscali, con particolare attenzione ai circuiti fraudolenti volti alle indebite compensazioni e agli illeciti connessi alla circolazione dei crediti d’imposta fittizi.




