Guardia di Finanza

Napoli, smantellata università fake: sequestrati siti e 508 diplomi contraffatti

Guardia di Finanza esegue decreto contro 37 indagati. Rilasciati titoli di laurea illegittimi dal 2004 al 2024

Napoli, 16 luglio 2026 — Nelle prime ore della mattina, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica — I Sezione Pubblica Amministrazione. Il provvedimento riguarda 37 persone indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere, falsità materiale commessa dal privato e contraffazione di pubblici sigilli.

L’inchiesta è stata avviata a seguito di una segnalazione del Ministero dell’Università e della Ricerca. Gli investigatori hanno documentato l’esistenza di un’organizzazione dedita al rilascio di titoli di laurea da parte di un ateneo non accreditato presso il Ministero e non legalmente riconosciuto nel sistema universitario italiano, quindi non abilitato a rilasciare diplomi con valore legale.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’ente promuoveva attraverso il proprio sito internet corsi di laurea triennale e magistrale in Sociologia e Scienze Turistiche, con una quota annuale di iscrizione di 1.500 euro. Nel portale erano riportati riferimenti a presunti accreditamenti presso enti pubblici e utilizzato il logo della Regione Campania, al fine di conferire all’istituzione un’apparenza di ufficialità e affidabilità.

Le perquisizioni hanno accertato l’assenza di una reale struttura universitaria. Presso le abitazioni dei principali indagati è stata rinvenuta documentazione relativa al rilascio, tra il 2004 e il 2024, di 459 certificati di laurea e 49 titoli honoris causa, tutti recanti il sigillo contraffatto della Regione Campania.

Il giudice ha disposto il sequestro preventivo del sito internet e delle pagine Facebook e Instagram riconducibili all’ente, nonché dei certificati di laurea oggetto delle contestazioni.

Video del comunicato

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