Sequestrata struttura ricettiva a Vico Equense per lottizzazione abusiva

La Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha eseguito un decreto del Gip. Oltre 50 abusi edilizi accertati
Torre Annunziata, 14 luglio 2026 — La Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha sequestrato la struttura ricettiva e agrituristica denominata Tenuta L’incanto, ubicata a Vico Equense, insieme all’annessa area di sedime, per il reato di lottizzazione abusiva. Il valore complessivo del bene sequestrato è di circa 2 milioni di euro. Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica.
Secondo le investigazioni della Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, supportate da una consulenza tecnica disposta dalla Procura, l’area ricade in zona territoriale 1b (PUT), dove per gli edifici realizzati dopo il 1955 sono consentiti unicamente «interventi di manutenzione ordinaria». Nel tempo, il fondo è stato interessato da una serie di opere di trasformazione urbanistica ed edilizia non autorizzate.
Gli abusi accertati includono la realizzazione di numerosi manufatti, alcuni di rilevante consistenza volumetrica, destinati a sale di ristorazione con capienza complessiva superiore a 300 posti, depositi, servizi, cucine, tettoie chiuse, pergolati con coperture in lamiera, rampe pavimentate, muri di contenimento, recinti e strutture per il ricovero di animali. In totale sono stati riscontrati oltre 50 abusi edilizi. Le opere più recenti risalgono a maggio 2024.
Gli interventi non costituiscono una sommatoria di abusi isolati, bensì segmenti di un unico processo edilizio protrattosi nel tempo, che ha conferito al fondo agricolo una nuova funzione commerciale-ricettiva incompatibile con la destinazione urbanistica prevista dagli strumenti di pianificazione del territorio. La struttura viola inoltre molteplici vincoli: paesaggistico, idrogeologico, forestale, cimiteriale e classificazione sismica.
La capacità ricettiva della struttura ha comportato un notevole aggravio del carico urbanistico, con incremento delle esigenze di viabilità, parcheggi e servizi idrici, fognari ed energetici, in un contesto territoriale privo delle infrastrutture necessarie. Il decreto di sequestro preventivo è suscettibile di impugnazione dinanzi al Tribunale del riesame.




