Guardia di Finanza

Frode fiscale da 4,5 milioni: sequestrati beni e conti correnti a Faenza

La Guardia di Finanza ha smantellato un sistema «apri e chiudi» con sette imprese coinvolte. Scoperta anche una rete di società cartiere con fatture fittizie per 30 milioni

Faenza, 14 luglio 2026 — I Finanzieri della Compagnia di Faenza hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di sette indagati coinvolti in un sistema di frode fiscale noto come «apri e chiudi». L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ravenna, ha portato al sequestro di un complesso aziendale per un valore complessivo di 4,5 milioni di euro.

Il meccanismo fraudolento si basa sulla cessazione ciclica di attività commerciali che, dopo aver accumulato debiti con l’Erario, interrompono formalmente l’operatività per proseguire attraverso una nuova società nella medesima iniziativa imprenditoriale. In questo modo gli indagati avrebbero sottratto il pagamento delle imposte dovute, operando con prezzi artificialmente competitivi rispetto alle aziende regolari.

Nelle indagini, sviluppate attraverso analisi finanziarie, acquisizione di testimonianze e riscontri documentali, è emerso che gli amministratori di fatto avevano trasferito il laboratorio da Faenza a Forlì nel corso degli ultimi anni. Il sequestro ha interessato macchinari, beni strumentali, crediti presso società committenti ubicate nelle province di Bologna, Forlì-Cesena, Piacenza, Reggio-Emilia, Modena e Ravenna, oltre a disponibilità finanziarie e conti correnti.

L’indagine ha inoltre scoperto una rete di società «cartiere» con sedi legali a Milano, Monza-Brianza, Roma e Napoli che avrebbero emesso oltre 30 milioni di fatture fittiziamente rappresentative di operazioni commerciali mai avvenute. Secondo gli inquirenti, queste fatture erano funzionali a reintrodurre nel sistema economico i capitali sottratti all’Erario, integrando anche il reato di autoriciclaggio.

In dieci mesi, la Guardia di Finanza ha eseguito cinque decreti di sequestro preventivo orientati a recuperare oltre 18 milioni di euro di patrimoni. I provvedimenti hanno riguardato complessi aziendali, immobili, vetture di pregio, beni di lusso e liquidità. In alcuni contesti investigativi sono state disposte anche misure cautelari, tra cui un’interdittiva nei confronti di un commercialista ritenuto responsabile di aver supportato la condotta fraudolenta.

Video del comunicato

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