Guardia di Finanza

Bergamo, sequestrata clinica estetica clandestina. Donna ucraina indagata

Trattamenti di chirurgia senza autorizzazione sanitaria in abitazione privata. Sequestrati 4.500 euro in contanti

Bergamo, 7 luglio 2026 – La Guardia di Finanza di Bergamo ha scoperto e sequestrato uno studio estetico clandestino gestito da una donna di nazionalità ucraina che effettuava abusivamente trattamenti di chirurgia estetica. L’indagata è stata denunciata per esercizio abusivo della professione medica.

L’attività operava all’interno di un’abitazione privata in provincia di Bergamo, completamente in nero e senza alcun titolo o autorizzazione sanitaria. I militari, durante la perquisizione, hanno scoperto un intero locale trasformato in centro estetico clandestino, del tutto carente dei minimi requisiti sanitari e igienici.

I principali trattamenti eseguiti sui clienti erano blefaroplastica, filler labbra, rinofiller e iniezioni di tossina botulinica, realizzati con sostanze la cui provenienza è ancora al vaglio degli inquirenti. All’interno dello studio sono stati trovati due lettini ambulatoriali, arredi tipici di un centro estetico, fiale di acido ialuronico e botulino, siringhe e aghi già utilizzati e sporchi di sostanze organiche.

Sono stati rinvenuti anche numerosi medicinali recanti scritte in lingua ucraina e cinese, soluzioni cortisoniche e altro materiale ad alto rischio per la salute dei clienti. Le prestazioni avevano un costo variabile tra i 200 e i 300 euro, inferiore rispetto alle tariffe applicate dai medici qualificati, e venivano pubblicizzate tramite frequenti post sui social media.

Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati circa 4.500 euro in contanti, ritenuti il presunto profitto illecito delle ultime prestazioni. L’indagata non risulta iscritta all’Albo dei medici. Per praticare la professione di medico estetico in Italia è obbligatorio aver conseguito una laurea in medicina e chirurgia e aver intrapreso un percorso formativo specialistico.

Le indagini proseguono su più fronti: ricostruire la rete di eventuali ulteriori soggetti coinvolti e la filiera di provenienza delle sostanze utilizzate, nonché calcolare il volume d’affari complessivo e l’illecito profitto realizzato.

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