Guardia di Finanza

Salerno, sette arresti per truffa sui bonus edilizi: sequestrati 160 milioni

La Guardia di Finanza esegue ordinanza del Gip. Indagati per associazione a delinquere e reati tributari legati a crediti d’imposta fittizi

Salerno, 3 luglio 2026 – All’alba, i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economica-Finanziaria di Salerno hanno eseguito un’ordinanza applicativa di sette misure cautelari personali emessa dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura. Una persona è stata posta in carcere, cinque agli arresti domiciliari e una sottoposta a obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tutti i destinatari risiedono nella provincia salernitana.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, nonché di reati fallimentari e tributari. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero fatto parte di due organizzazioni criminali operanti nel territorio salernitano.

L’inchiesta ha ricostruito un sistema illecito per la creazione e monetizzazione di milioni di euro di crediti d’imposta fittizi, generati attraverso l’indebito utilizzo delle agevolazioni previste dai bonus edilizi: Bonus Facciate, Superbonus 110%, Ecobonus e Sismabonus. Tra i destinatari delle misure figurano professionisti del settore contabile, imprenditori e altri soggetti che, secondo gli investigatori, avrebbero rivestito ruoli di primo piano nell’organizzazione.

L’operazione si inserisce in un’attività investigativa più ampia. Lo scorso 17 giugno, il Gip aveva già emesso un decreto di sequestro preventivo di crediti e disponibilità ritenuti di provenienza illecita per un valore complessivo di circa 160 milioni di euro.

Gli investigatori hanno ricostruito flussi finanziari riconducibili ai proventi dei reati ipotizzati attraverso l’analisi delle movimentazioni bancarie. Sono state individuate operazioni ritenute sintomatiche di riciclaggio e autoriciclaggio per un ammontare complessivo di circa 17 milioni di euro, realizzate in alcuni casi mediante trasferimenti di denaro verso l’estero, in particolare verso Cina, India e Pakistan.

Il provvedimento cautelare può essere oggetto di impugnazione. Le accuse, così come formulate, saranno sottoposte al vaglio dei competenti giudici nelle fasi ulteriori del procedimento.

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