Giorgio Carta, inseguimenti di polizia: operatori devono avere regole di ingaggio più efficaci

Roma, 02 luglio 2026 – «La vicenda riportata dalla stampa, relativa all’inseguimento conclusosi tragicamente con l’uscita di strada del mezzo e con la morte del fuggitivo nel Pescarese, non offre allo stato elementi sufficienti per esprimere un giudizio sul caso concreto».
E’ il parere dell’avvocato Giorgio Carta, responsabile nazionale del “Dipartimento Sicurezza, remigrazione e rapporti con le Forze dell’ordine di Futuro Nazionale”.
«Futuro Nazionale – prosegue Carta – non intende pertanto anticipare ricostruzioni che spettano agli organi competenti e saranno le indagini a chiarire dinamica, responsabilità e modalità dell’intervento dei Carabinieri».
«Tuttavia, se il tema generale che emerge è quello degli inseguimenti ad alta velocità e del possibile contatto tra il veicolo in fuga e quello delle Forze dell’ordine, una posizione va detta con chiarezza: gli operatori devono avere regole di ingaggio più certe, più efficaci e più adeguate alla realtà operativa».
«Non è accettabile che un inseguimento di Polizia si riduca a una mera attesa: aspettare che chi fugge finisca fuori strada, finisca la benzina o continui per chilometri a mettere in pericolo cittadini e operatori. Una fuga pericolosa davanti alle Forze dell’ordine è essa stessa una condotta di resistenza attiva e di grave allarme per la sicurezza pubblica, peraltro punita come autonomo reato».
«Per questo riteniamo necessario chiarire legislativamente che, nei casi previsti, l’art. 53 c.p. consente non solo l’uso delle armi, ma anche di ogni mezzo di coazione fisica necessario a vincere la resistenza, compreso l’utilizzo controllato del veicolo di servizio per arrestare la marcia del mezzo in fuga».
«Non si tratta di autorizzare abusi – sottolinea l’avvocato Carta -, ma di dare certezza giuridica a chi, in pochi secondi, deve decidere come fermare un pericolo in atto».
«Futuro Nazionale – conclude – ha una proposta di legge sul punto e la presenterà al momento opportuno: non deve più esserci scandalo nel riconoscere che, durante un inseguimento, le Forze dell’ordine possano anche ricorrere a manovre di contenimento o speronamento controllato, quando ciò sia necessario per tutelare la sicurezza dei cittadini».

