Polizia Penitenziaria

Vercelli, detenuto aggredisce poliziotti penitenziari: ispettore con naso rotto

Il Sappe denuncia l’episodio e annuncia mobilitazione nazionale. Incendio in cella e violenza contro il personale

Roma, 18 giugno 2026 – Mercoledì nella Casa circondariale di Vercelli un detenuto di nazionalità guineana ha appiccato il fuoco alla propria cella, provocando panico tra gli altri detenuti e costringendo il personale a un intervento immediato. Una volta messo in sicurezza, lo stesso detenuto si è scagliato violentemente contro i poliziotti penitenziari intervenuti, colpendoli con inaudita violenza e causando a uno di loro la frattura del setto nasale.

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) ha reagito duramente all’accaduto. «Siamo di fronte all’ennesimo episodio gravissimo che dimostra il totale fallimento delle misure adottate finora per garantire la sicurezza degli istituti penitenziari e del personale», denunciano il Segretario Generale del Sappe, Donato Capece, e il Segretario Nazionale per il Piemonte, Vicente Santilli.

Secondo il sindacato, gli eventi critici nelle carceri piemontesi si susseguono con frequenza impressionante. «Aggressioni, incendi, devastazioni e violenze sono diventati la normalità. È inaccettabile che uomini e donne della Polizia Penitenziaria continuino a pagare sulla propria pelle l’assenza di provvedimenti realmente efficaci», affermano Capece e Santilli.

Il Sappe parla di una situazione ormai fuori controllo e annuncia una forte iniziativa di protesta. «Il Sappe preannuncia fin d’ora la volontà di portare nelle piazze italiane il disagio, il malessere e la rabbia della Polizia Penitenziaria. Se le istituzioni continueranno a rimanere sorde, sarà inevitabile una grande mobilitazione nazionale affinché il Paese conosca la drammatica realtà vissuta ogni giorno nelle carceri italiane», si legge nel comunicato.

Per i vertici sindacali, l’episodio di Vercelli non rappresenta un caso isolato, ma l’ennesimo segnale di un sistema penitenziario arrivato al limite, nel quale il prezzo più alto è pagato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria.

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