Guardia di Finanza

Bolzano, 206 lavoratori irregolari: evasi 200 mila euro di contributi

Operazione congiunta di Guardia di Finanza, Ispettorato del Lavoro e INPS contro il lavoro sommerso in cantieri di infrastrutture

Bolzano, 16 giugno 2026 – Oltre duecento dipendenti di una società calabrese risultavano formalmente impiegati come trasfertisti presso cantieri per la realizzazione di infrastrutture viarie e ferroviarie in provincia di Bolzano. In realtà, erano stabilmente occupati in Alto Adige sin dalla loro assunzione. L’operazione congiunta della Guardia di Finanza, dell’Ispettorato del Lavoro della Provincia Autonoma di Bolzano e dell’INPS ha smascherato il meccanismo evasivo.

La società utilizzava l’artificio della trasferta per mascherare una quota consistente della retribuzione. Su tale indennità il datore di lavoro non deve operare ritenute né versare contributi, creando così un regime fiscale e contributivo più favorevole. Per far emergere le incongruenze tra la contabilità ufficiale e l’effettivo impiego, i militari della Compagnia di Bressanone e gli ispettori hanno acquisito una rilevante mole di dati informatici dai server aziendali e analizzato i tracciati dei sistemi di geolocalizzazione dei badge assegnati ai dipendenti.

L’analisi dei dati di geolocalizzazione ha rivelato che i lavoratori formalmente inquadrati come trasfertisti erano in realtà stabilmente impiegati in ambito provinciale. Le irregolarità si sono protratte per oltre cinque anni, coinvolgendo 206 posizioni lavorative. Tra i casi più gravi, è emerso quello di un custode che svolgeva turni di 12 ore continuative, accumulando in soli quattro mesi un monte ore straordinario superiore al limite massimo consentito dalla legge su base annua (250 ore), senza fruire dei giorni di riposo settimanale cui aveva diritto.

Al termine degli accertamenti sono stati quantificati contributi previdenziali omessi all’INPS per circa 200 mila euro. Sono state irrogate sanzioni per oltre 120 mila euro. L’INAIL provvederà al recupero dei premi assicurativi non versati. In applicazione della normativa a tutela dei lavoratori, gli organi ispettivi hanno attivato la responsabilità solidale delle società appaltatrici, che risponderanno direttamente del debito previdenziale. Gli amministratori della società di vigilanza sono stati formalmente diffidati alla regolarizzazione delle posizioni.

Video del comunicato

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